Act of valor – La recensione

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ACT OF VALOR
Mike McCoy, Scott Waugh; Usa, 2012 – Guerra, Azione
Voto: 6 su 10.

Va di moda dire che la guerra è una brutta cosa, e lo è. Va di moda andare contro la guerra, va bene. Va di moda fare finta che la guerra non ci sia, e qui vi sbagliate. La guerra c’è e sempre ci sarà, e qualcuno deve pur farla, fatevene una ragione (non è un dibattito sul giusto o sbagliato). Non è più tempo di grossi manifesti che addobbano le città con il vecchio zio Sam che ci inculca “I want you for (U.S.) Army” e nei cinema non ci sono più i vecchi spot di propaganda di guerra, o almeno, questo non accade in Italia. Dagli States arriva ACT OF VALOR, il nuovo action degli esordienti registi Mike McCoy e Scott Waugh, ex stuntmen.
E quale modo migliore per divulgarlo? Facile, il film si adatta alle convenzioni dei videogame, campo in cui in molti cercano la massima e più diretta simulazione al combattimento fisico e alla guerra, piuttosto che al cinema bellico classico. Ci si avvale quindi di battute strette e mirate, visuali a infrarossi, combattimenti in prima persona e trama che si sviluppa a livelli, proprio come in uno sparatutto. Non è un caso che il primo trailer sia stato distribuito attraverso Battlefield 3.
Il prodotto è quindi diverso dai soliti war movies, non aspettatevi un nuovo BLACK HAWK DOWN. Non ci sono super battaglie epiche con super soldati, ma scene di guerra quotidiana con persone semplici. L’intento è di catturare l’essenza dell’azione in battaglia e trasmettere allo spettatore l’esaltazione fisica, adrenalinica e sensoriale del combattimento. Ci si ritrova sporchi di polvere, fango, acqua sudicia, nascosti nella vegetazione più fitta e circondati da fucili, mitragliatrici, esplosioni e pallottole veri e realistici.
Caratteristica fondamentale del film è quella di non aver adottato il solito cast stellare, ma attori sconosciuti, alcuni sono veri Navy Seals prestati al cinema il cui nome non è stato reso noto per motivi di sicurezza, grazie ai quali si sono riuscite ad avere performance tecniche spettacolari che aiutano rendere veritiera l’opera finale.
La storia ruota attorno a un gruppo di Neavy Seals denominato Bandito, che svolge missioni su più fronti (terrestre, subacqueo, aereo) e scenari ambientali (giungla, deserto, oceano) per contrastare un attacco nucleare ai danni degli USA.
Non ci sono riflessioni teoriche sulla violenza della guerra come nei film THE HURT LOCKER di Kathryn Bigelow o REDACTED di Brian De Palma, e il messaggio è chiaro: arruolatevi nell’esercito (americano). Messaggio abbastanza esplicito, film forse un po’ semplicistico ma che esalta valori tradizionali fieramente patriottici e militaristi, quali onore (e onore per il sacrificio di chi ha il coraggio di immolarsi per difendere la patria), libertà, giustizia, famiglia.

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