Automaton transfusion – La recensione

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AUTOMATON TRANSFUSION
Steven C. Miller; Usa, 2006 – Horror, Splatter
Voto: 2 su 10.

La copertina del dvd è invitante. Come slogan grida “uno dei migliori film zombie del decennio”, e allora che aspetto a fare? Lo scarto dalla sua confezione e mi appresto a guardarlo con molta curiosità. Non l’avessi mai fatto.
Conscio della mia scelta che ricadeva su di un b-movie, mi ritrovo davanti a una piccola produzione indipendente low-budget riuscita solo in parte, firmata dall’esordiente Steven C. Miller. Non credo farà molta strada. Certo, si può apprezzare il prodotto molto (e forse troppo) adrenalinico e splatteroso con effetti speciali vecchia maniera senza grosse pretese, ma la storia è studiata male o forse non è stata studiata per nulla.
Si parla di un gruppo di personaggi, in questo caso dei liceali, che si ritrova a dover fronteggiare la classica invasione zombi, frutto del classico esperimento militare.
Male, si parla della solita storia semplicistica, senza nessuna idea innovativa e originale: i personaggi non hanno né una caratterizzazione né un approfondimento sulla loro vita. Gli zombi corrono da tutte le parti azzannando tutto ciò che gli capita vicino e niente li ferma. Ci sono scene poco credibili di banchetti cannibaleschi, solo il sangue ha la sua giusta (s)proporzione e ce n’è un po’ ovunque, rimandando ai vecchi classici del cinema splatter. C’è la solita accozzaglia di motosega, coltelli e lame, mazze da baseball e fucili troppo grossi per essere veri. Insomma, le stesse cose già viste, riusate e abusate come una sorta di copia e incolla, da quella volta che Dan O’Bannon realizzò il suo Il Ritorno Dei Morti Viventi sulla scia del più famoso e originale ZOMBIE di George A. Romero.
E la fine? Gli ultimi ragazzi protagonisti a essere rimasti vivi si ritrovano davanti a un gruppo di soldati muniti di maschere antigas (chissà poi perché, il virus qui si diffonde solo attraverso i morsi, come sempre) e, per troncare il film, gridano “to be continued” alludendo a un possibile imminente sequel.
Ma come, Steven C. Miller, ci provi di nuovo? Probabilmente in pochissimi riusciranno a sopportarne anche un seguito (seguito che tra l’altro uscirà proprio quest’anno, 2012).

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