Spectre – La recensione

spectre
SPECTRE
Sam Mendes, Uk, Usa, 2015 – Spionaggio, Azione
Voto: 6.5 su 10

Bond24, quarto film con Daniel Craig e secondo film per la regia di Sam Mendes.
Diciamocela tutta, il nuovo Bond di Craig divide noi, voi, tutti. E’ difficile, anzi quasi impossibile accostarsi alla nuova saga con la stessa ingenuità e credulità di un tempo, ci vuole qualche riflessione in più. Eppure James Bond nasce dalle mani di Ian Fleming come personaggio di intrattenimento, con tutta una serie di caratteristiche che lo contraddistinguono da qualsiasi altro personaggio. E’ lui che per primo iniziò a girare il mondo, nei posti più esotici per compiere le sue missioni. E’ lui che è se ne viene fuori con una beffarda battuta cinica anche poco dopo aver rischiato grosso, chiaro esempio di british humor. E’ lui che ha un fascino ed una eleganza senza tempo. E’ lui che dispone di mirabolanti gadget nascosti per ogni evenienza. E’ lui che il Vodka Martini va agitato, non mescolato. E’ lui che Bond, James Bond e tutti si sciolgono in un attimo. Ebbene, dopo il grande, inarrivabile Sean Connery ed il sottovalutato George Lazenby abbiamo avuto un leggero decadimento del personaggio fino ad arrivare a Daniel Craig. Da CASINO ROYALE si assiste ad un cambiamento, la pellicola viene considerata un reebot della serie in quanto viene presentato un Bond giovane all’inizio della sua carriera di agente doppio 0, vulnerabile e ancora inesperto. Dal 2012, in cabina di regia arriva Sam Mendes con SKYFALL (di cui qui vi posterò presto una rece apposita) che, sebbene continuando nel cercare e scoprire i lati più privati di Bond riesce a riportare in auge tutta una serie di vecchi clichè ormai andati perduti da tempo. Lui è uno che non sbaglia un colpo, qualunque film che dirige è un successo, si guardi il suo ottimo curriculum. Non immaginava però che il difficile sarebbe arrivato con SPECTRE.

Il 24esimo Bond è un film riuscito per metà.
Pensandoci è il caso di affrontare passo per passo tutto il film iniziando dalla trama (la faccio SENZA SPOILER, essenziale come la trovereste ovunque sull’internet): Bond segue una pista segreta che sembra indicare la presenza di una minacciosa e sinistra organizzazione dietro la morte di M (Judi Dench) e di altri fantomatici recenti nemici. Cosa ve lo dico a fare, l’organizzazione in questione è la Spectre.
Detto questo, il film si apre benissimo con un piano sequenza che ci porta a vedere Bond compiere la più bella sequenza d’azione mai fatta di tutta la serie ufficiale nei cieli di Città del Messico. Spettacolare è il termine giusto. Da brividi è la reazione degli spettatori.

New trailer for the new James Bond film 'Spectre', from Sony Pictures.

Spettacolare è il termine giusto. Da brividi è la reazione degli spettatori.

Da qui in poi si assiste ad un inoltrarsi forse un po’ troppo incalzante nella vita privata di James Bond. Ed ecco il cuore della questione: al contrario di tutti i registi che si sono conseguiti uno dopo l’altro, Mendes cerca di andare oltre il semplcie intrattenimento, insistendo nello scoprire le origini del protagonista. L’aveva già fatto in SKYFALL e sembra infatti di trovarsi davanti ad uno SKYFALL 2, in cui molti degli indizi che venivano sollevati nell’1, qui vengono alla luce. Anche il nuovo M (Ralph Fiennes) verrà approfondito, e lo stesso accadrà leggermente a miss Moneypenny (Naomie Harris), Q (Ben Whishaw) e alla fine anche al misterioso Blofeld (Christoph Waltz). A modo suo con questo film abbiamo una conclusione di tutti gli avvenimenti che si sono susseguiti da CASINO ROYALE in poi. Tutto torna. Tutto è collegato. E probabilmente questa è una restrizione, un fattore che ha limitato e limiterà i film che verranno. Un problema di approfondimento di personaggi… che stona con una buona trama.

Studiamo nel dettaglio alcuni attori. Daniel “TuttoMuscoli” Craig è giusto nel ruolo di Bond? Non lo so, non mi è piaciuto subito ma lo sto rivalutando: sicuramente traspira aria british da tutti i pori e da ogni singolo muscolo tirato del suo corpo. TuttoMuscoli non ha però quel tipico tocco beffardo, mancanza che preferisce colmare restando sempre troppo serioso e senza mai riuscire a prendersi gioco di sè. Eppure grazie a Mendes qualcosa è cambiato e il problema questa volta non è lui.
Christoph Waltz è Blofeld, il nemico per eccellenza di Bond. Un personaggio iconico che iconico va trattato, eppure qui Waltz non va oltre la sua ormai conosciuta espressione Blue Steel per cui ha già vinto 2 Oscar. Risultato? Qui ci si aspettava una Magnum che non ci è arrivata, causata da una recitazione troppo piatta e poco carismatica.

Non basta una giacca col collo alla coreana per fare Blofeld. Bisonga essere Blofeld.

Non basta una giacca col collo alla coreana e una cicatrice per fare Blofeld. Bisonga essere Blofeld.

Ancora una nota su mr. Hinx, il grosso tirapiedi di poche parole interpretato da Dave Bautista. Si tratta ovviamente di un omaggio al personaggio Squalo di Richard Kiel (dell’epoca Roger Moore). Ecco, lui sembra un personaggio fantasma, di quelli da cui ti aspetti una minaccia incombente, da classico scagnozzo nemico di Bond, che però non avviene e di cui alla fine è anche fin troppo facile sbarazzarsi.
Sugli altri attori, niente da dire…chi più e chi meno, se la cavano tutti bene. E ci mancherebbe.

Per quanto riguarda la parte tecnica invece non ho trovato una pecca. Alla fotografia troviamo Hoyte Van Hoytema, già conosciuto per INTERSTELLAR e HER, impeccabile nel suo lavoro, eclettico e pulito. Resa perfetta delle varie location, da quelle italiane (una Roma molto metafisica e dorata, inquietantemente non abitata) a quelle montane (sulle Alpi austriache), da quelle esotiche (su un elegantissimo treno sperso in un deserto del Marocco) alla capitale inglese (una Londra fredda ma dove ci si sente a casa). Ottime le musiche di Thomas Newman che rievocano i vecchi motivetti tipici della serie a cui si aggiunge l’inglese Sam Smith per il tema principale.

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