Beasts of no nation – La recensione

beasts-no-nation-poster
BEASTS OF NO NATION
Cary Joji Fukunaga, Usa, 2015 – Guerra, Drammatico
Voto: 7 su 10

Fukunaga, sapete chi è ma non vi viene subito in mente. E’ probabile, è capitato anche a me. E’ il regista che tanto vi ha fatto apprezzare la prima stagione di TRUE DETECTIVE. Uno di quelli che in questi anni vi ha tanto stupito con una di quelle serie belle&impegnate che ora uno non va più al cinema, ma vuole guardare le serie tv bello comodo a casa, sbragato sul divano. Alcuni, forse meglio dire alcune, di voi lo ricorderanno invece per JANE EYRE, adattamento dell’omonimo classico letterale di Charlotte Bronte.

Comunque, Fukunaga quest’anno si è presentato in concorso alla 72a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con questo BEASTS OF NO NATION. Basato sull’omonimo romanzo scritto da Uzodinma Iweala, la storia ruota attorno ad Agu (Abraham Attah che tanto è stato acclamato al Venezia72), un bambino che dovrà affrontare una realtà brutale che gli sconvolgerà la giovinezza.
Ambientato in un qualche luogo non ben precisato in Africa, vediamo il piccolo Agu vivere tranquillamente le giornate nel suo villaggio senza nome con la sua famiglia e i suoi amici, finchè scoppia la guerra. Perso tutto ciò che gli era di più caro, il bambino finisce nelle mani dei rivoltosi della NDF, capitanati dal carismatico e maniaco “Comandante” (Idris Elba), che lo trasformano velocemente in un bambino soldato pieno d’odio pronto ad uccidere a comando.

Il regista però non gira un classico war movie d’intrattenimento, che non è nel suo stile, e si concentra nel raccontare dettagliatamente i luoghi, le vicende e le sensazioni di coloro che più vengono danneggiati dalla vera guerra: i bambini. Osserviamo in modo spietato e tutt’altro che passivo il susseguirsi di azioni che proprio uno di questi bambini compie: intimorito dal nuovo mondo dei ribelli, Agu acquisirà presto la loro mentalità, tra sballi di brown brown (bellissima e inquietante la resa scenica di quando si droga una delle prime volte) e assalti ai convogli civili e ai piccoli villaggi, tra stupri di gruppo e abusi sessuali subiti.

La violenza di una guerra attraverso gli occhi di un bambino.

Un ottimo film, duro e crudo che va dritto al punto, con un buon uso della fotografia gestita da Fukunaga stesso, che tanto ci tiene a mostrare ambientazioni che non siano fine a se stesse, ma che ci sia un’interazione tra esse e gli attori. Purtroppo sul lato strutturale della trama assistiamo al solito rovesciamento di questa tipologia di film-denuncia: il protagonista per quanto possa essere puro e innocente, passa dall’essere vittima a carnefice. Da fuggitivo diventa proprio una di quelle bestie da cui scappava all’inizio. Una storia estremamente attuale ma che allo stesso tempo non riesce ad essere completamente originale e che sa molto di già visto.

PS Un avvertimento tecnico da ultimo momento: lo so che siamo un paese dove disponiamo del miglior doppiaggio del mondo, ma vi prego di guardare il film in lingua originale per cogliere tutte le sfumature dei vari personaggi. C’è roba profonda, che i nostri doppiatori per ora non sono ancora riusciti a cogliere nè a riprodurre con le loro belle voci italiane.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...