The Revenant – La recensione

REVENANT_LEO

THE REVENANT
Alejandro G. Iñárritu; Usa, 2015 – Biografico, Avventura, Drammatico
Voto: 8/9 su 10.

Siete riusciti a resistere all’ondata di pirateria che si è verificata qualche settimana fa? I due film in questione piratati in tempo record (nemmeno I MercenariKick-Ass 2 sono stati così tanto scaricati in poche ore) erano The Revenant e The Hateful Eight. Questo dello streaming è un discorso che non ci piace, che tocca tutti Noi amanti del grande e del piccolo schermo ma di cui non parleremo qua. Possiamo solo dire che ovviamente ne siamo contrari e ci riteniamo contenti se Voi che ci seguite, faceste lo stesso.the-revenant-1

The Revenant: che gran film!
The Revenant (Redivivo in italiano) è basato sull’omonimo libro biografico scritto da Michael Punke nel 2003 e parzialmente ispirato alla storia vera del trapper (cacciatore di pelli) Hugh Glass. Egli, interpretato da DiCaprio, viene assunto da una compagnia privata come guida per una battuta di caccia alla ricerca di pelli e pellicce. Tra cacce, esplorazioni e fughe da sempre troppo vicini indiani Ree e un attacco da parte di un grosso grizzly, Glass rimane mortalmente ferito e lasciato in fin di vita (abbandonato soprattutto da un certo John Fitzgerald, impersonato da Tom Hardy) nei gelidi e innevati territori montani del North Dakota. Siamo nel 1823 e la grande avventura fatta di sofferenza, fatica e lenta guarigione sotto un forte spirito di vendetta, inizia solo ora. Glass attraversò morente tutto il Dakota, da nord a sud, fino a Fort Kiowa, per più di 320 km.

Iñárritu si ripresenta agli Oscar, un anno esatto dopo aver vinto, anzi stravinto, in molte delle categorie principali (e con altre candidature) per Birdman. E anche per questo suo nuovo film quest’anno ci sono ben 12 candidature. Insomma, sembra gli sia davvero piaciuto sentirsi vincitore e ora vuole ripetersi. E grazie a lui, Leo potrebbe vincere il suo primo Oscar. Potrebbe. Stiamo a vedere…

Quello che ha fatto Iñárritu con questo film è qualcosa di grandioso, qualcosa di diverso rispetto ciò a cui siamo abituati. Se il regista messicano ci aveva stupito nel 2014 con Birdman per i suoi lunghi piani sequenza, questa volta fa di meglio. Vengono affrontati temi come la sopravvivenza dell’uomo verso la natura e l’uomo stesso, la rabbia, l’incapacità di riuscire a salvare la propria famiglia e la conseguente vendetta, il viaggio fisico ma anche spirituale, il tutto con una precisa attenzione tecnica ad ogni minimo particolare in un contesto decisamente più realistico. Stilisticamente e registicamente perfetto. Bellissimi ed intensi i due primi piani sequenza che aprono il film. Ottima l’idea di usare solo la vera luce solare per riprendere. Certo, ci è voluto più tempo per girare ogni singola scena nei giusti momenti della giornata, ma la resa finale è spettacolare, e questo grazie anche alla sempre più azzeccata fotografia di uno dei più grandi direttori della fotografia esistenti, Emmanuel Lubezki.
Spettacolare quanto il lavoro fatto da ogni singolo attore, sottoponendosi a dure prove di sopravvivenza estrema. Leonardo DiCaprio e Tom Hardy su tutti, anche se in due modi diversi. Il primo si è completamente messo alla prova, soprattutto fisicamente. Il personaggio di Leo non parla granchè, o almeno non lo fa verbalmente, piuttosto usa un linguaggio che ultimamente non è mai stato sfruttato abbastanza. Sbattuto, picchiato e martoriato per quasi tutta la durata del film, Leo ha enfatizzato ogni singolo sguardo e movimento del corpo, riuscendo a trasmettere con una sua grande prova attoriale mai vista prima (un assaggio lo avevamo già avuto con The Aviator e The Wolf Of Wall Street) una tale intensità e moltitudine di sfaccettature di carattere. Una recitazione soffocata, silenziosa, che esce dal profondo dell’anima. Attenzione: ad alcuni, questo lato del suo personaggio potrà invece sembrare fin troppo esasperato e grottesco.

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I veri protagonisti del film sono i graffi, gli sputacchi e le bavette di Leo…

Tom Hardy, che qui interpreta il fastidioso antagonista della situazione, vi darà un nuovo ottimo motivo per amarlo di più, la cui parte prevede più dialoghi e una più canonica ma pur sempre eccellente recitazione. E qui si consacra ancora una volta come uno dei migliori attori più versatili della sua generazione.
E’ d’obbligo menzionare ancora il lavoro svolto dallo stuntman Glenn Ennis che interpreta il grizzly che attacca lo sfortunato Glass.

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Date un Oscar a quell’orso!

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