Carol – La recensione

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CAROL
Todd Haynes; Uk, Usa, 2015 – Drammatico
Voto: 6,5 su 10.

Carol è il film che Todd Haynes ha tratto dall’omonimo romanzo del 1952 di Patricia Highsmith (originariamente intitolato “The price of salt”). Carol Aird (Cate Blanchett) dimentica un guanto sul bancone dei grandi magazzini dove lavora Therese Belivet (Rooney Mara), diciannovenne con il sogno della fotografia. Siamo negli Stati Uniti, anni Cinquanta. Therese ha un fidanzato di cui non è convinta; Carol sta divorziano dal marito Harge (Kyle Chandler), ha una figlia che ama ed una relazione con la sua migliore amica Abby (Sarah Paulson). Tra le due protagoniste è amore a prima vista e il film racconta la forza di questo sentimento e il contesto di relazioni in cui si sviluppa. Il film è girato, montato e postprodotto in pellicola, con la fotografia di Edward Lachman. Phyllis Nagy, ha scritto la sceneggiatura. La colonna sonora originale è di Carter Burwell e convive con brani di repertorio dell’epoca. Già nel 2002 in Lontano Dal Paradiso, Todd Haynes aveva raccontato una storia d’amore che sfondava le barriere sociali, cioè quella tra una donna borghese bianca e un giardiniere nero nell’America degli anni Cinquanta. Qui invece si racconta una storia di lesbiche. A differenza di Lontano Dal Paradiso, con luci piazzate e primi piani che sembrano ritratti, Carol abbraccia la linea più naturalistica della fotografia di quel periodo. Per questo il film è senza postproduzione digitale, con luce soprattutto naturale ed i grandangoli usati anche per i primi piani tengono i personaggi immersi negli ambienti e nei contesti. A questo si affiancano costumi e scenografie assolutamente coerenti. In questo spazio la regia di Haynes è puntuale, i movimenti di macchina lineari e geometrici. La sobrietà della sceneggiatura tiene la passione che racconta nel registro della compostezza, così come la recitazione che è in linea con il resto. Carol è un film compatto: sembra un’idea realizzata in maniera impeccabile, esattamente come era stata concepita. Carol è un film esteticamente perfetto ma a mio parere del melodramma non ha molto: è più un’elegantissima cartolina. Non ci sono cattivi, non ci sono tinte forti, non ci sono tradimenti ne odi e delitti, non c’è l’idea che i personaggi lottino contro la società e la famiglia per la loro felicità o per la loro vita. Per cosa lottano io non l’ho capito. Il grande stigma sociale che dovrebbe circondarle sembra debole, e anche il marito di Carol è solo un uomo innamorato e confuso, più che un conservatore col forcone. Se ci fosse poi della passione capace di stropicciare anche solo un fazzoletto, si crederebbe alla straordinarietà di questo amore. Così il film rimane il poster di un amore mediocre e lento. Insomma è comunque da vedere, nel contesto generale è più che meritevole ma devo confessare che mi sarei aspettata almeno un po’ più di pathos per un film che prometteva di essere vivo ed intenso.

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