Perfetti sconosciuti – La recensione

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PERFETTI SCONOSCIUTI
Paolo Genovese, Italia, 2016 – Commedia
Voto: 6 su 10.

Succedono molte cose durante una cena in casa, sono coinvolti sette amici e forse presunti fidanzati. Intendo fare un ovvia premessa, sicuramente questo non è un film di Woody Allen, né di Bergman e tanto meno si avvicina alla perfezione di Carnage, e questo Paolo Genovese e i suoi collaboratori lo sanno benissimo. Diciamo che a modo loro cercano di marcare le differenze di stile e di approccio e questo può essere un punto a favore. Abbiamo di fronte un buon cast italiano, con un mimico Valerio Mastandrea, un aspro e teso Edoardo Leo e un’isterica e rassegnata Anna Foglietta che, a mio parere, sono stati i più completi. Questo è un film che vuole essere “cattivo”, un film che cerca di smorzare nella romanità popolare la prosopopea borghese del cinema più alto che ha questo genere d’impianto: quello che ammicca al suo pubblico, con complicità intellettuale e di classe, proprio quando vuole strappargli di dosso tutte le sue ipocrisie. Qui l’intenzione è di non ammiccare al pubblico, al massimo si rispecchiano le colpe più banali e i fantasmi quotidiani e le paure più terra terra. Insomma il gioco del guardiamoci il telefono a vicenda ai tempi d’oggi non è mica una cosa da poco, è il tasto dolente per eccellenza. Si percepisce bene, l’affiatamento del gruppo di attori. Nonostante il gioco dei controcampi di Genovese spinga tutti a estremizzare le reazioni non verbali, a esagerare con le faccette, c’è fluidità e un’intesa che garantisce verosimiglianza. Certo il look è patinato, le punteggiature musicali e la grammatica troppo elementari e fastidiose, la storiella dell’eclissi è inutilmente retorica. Genovese è un pubblicitario e questo rimarrà per sempre. Commedia sì, ma con giudizio. Italiana anche, ma per una volta nell’accezione migliore e più classica del termine. È un film sull’amicizia, quella maschile e quella femminile. È un film sull’ipocrisia della società italiana, che passa per i comportamenti ma anche per il linguaggio. Questo volta non mi dilungherei molto su questa recensione , in quanto le dietrologie sono davvero poche e si commentano da sole (non per forza in senso negativo), è un film carino da guardare volentieri in una noiosa serata piovosa.

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