Hardcore! – La recensione

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HARDCORE!
Ilya Naishuller, Russia, Usa, 2016 – Azione, Fantascienza
Voto: 8 su 10.

Sono passati 2 o 3 anni da quando su YouTube approdò l’accattivante ed innovativo video musicale “Bad Motherf*cker” della band indierock russa Biting Elbows, che in poco tempo raggiunse oltre 120 milioni di visualizzazioni. Beh, io allora ne rimasi affascinato e scoprii che ce n’era già anche un altro, un primo assoluto, “The Stampede“. In seguito, il front man della band e regista dei due videoclip, Ilya Naishuller, fu contattato dal regista e produttore kazako Timur Bekmambetov che incoraggiò il giovane filmmaker a dirigere un film con la stessa tecnica usata in precedenza, ovvero in POV (point of view, tecnica di ripresa cinematografica in prima persona).

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E’ lei che lo monta.

La sinossi è molto semplice: ti svegli in un laboratorio e non ricordi nulla. Una donna (Haley Bennett), che sostiene di essere tua moglie, ti dice di amarti e che ti chiami Henry. Finisce di ricostruirti con pezzi robotici, ma non fa in tempo a installarti il comando vocale che irrompe il caos. Lei viene rapita, dei suoi collaboratori uccisi e tu vieni picchiato. E’ il tempo che tu agisca e vada a riprenderti ciò che è tuo, ma dovrai affrontare gli uomini armati del malvagio Akan (Danila Kozlovsky). Lungo la tua avventura incontrerai uno strambo e ironico personaggio di nome Jimmy (Sharlto Copley) che ti aiuterà a combattere i tuoi nemici.
Il film è una corsa contro il tempo tra esplosioni, omicidi brutali e continui combattimenti, personaggi più o meno psicopatici, bordelli, un po’ di culi e tette, e litri di sangue come se non ci fosse un domani.

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Lui è quello cattivo.

Ilya Naishuller realizza uno spettacolare film in prima persona che già può essere considerato un cult del genere d’azione. Quell’azione più pura e adrenalinica, spesso esaltata, con qualche spruzzo di splatter, che (ci) piace tanto ultimamente, come dimostrato dai due Crank e da Shoot’Em up. Usando e dosando in modo giusto l’ironia, e grazie ad un uso totale del POV, Hardcore! riesce a giocare con il linguaggio videoludico e quello fumettoso, senza mai annoiare o stancare lo spettatore (forse disorientandolo un poco solo all’inizio, ma ci si abitua subito) per tutti i suoi 95 minuti. Se già nel ’47 avevano provato a fare un primo film (Una donna nel lago di Robert Montgomery) con tale tecnica che però non riuscì nell’intento di ammaliare e immedesimare gli spettatori (probabilmente non era ancora il momento giusto), Ilya Naishuller riuscì però a trovare degli escamotage per superare i propri limiti:

Girare un film esclusivamente dal punto di vista di Henry significava che non avrei potuto fare tagli o primi piani sul viso del protagonista per esprimere le sue emozioni. Perciò Henry avrebbe dovuto fare qualcosa “fisicamente”, affinché il pubblico sentisse le sue reazioni. Ciò ha permesso di fare un interessante processo di scoperta e di inserire molto humour fisico e momenti di maggiore leggerezza, che per l’appunto, sono scaturiti da tutte queste limitazioni.

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Ok, il film è ottimo!

L’esordiente regista russo riesce dunque a mescolare un ottimo uso di regia (parliamo di sole due piccole GoPro Hero3 montate su di un caschetto indossato da quasi 10 stuntman differenti tra cui Naishuller stesso) e montaggio tecnico e sonoro. E attenzione, l’uso di CGI, qui, è tutto sommato limitato con acrobazie e stunts il più possibile realistici. Ad aumentare la bellezza del film ci pensano un grandissimo Danila Kozlovsky che riesce ad interpretare un cattivone semplicemente folle, ma potente e psicopatico coi controcazzi, e Sharlto Copley che si riconferma per le sue ottime qualità, qui nel multiplo ruolo di (multi)Jimmy. Importante il suo personaggio in quanto emblema tipo del giocatore di videogiochi che è portato ad impersonarsi in un avatar. Purtroppo l’unico personaggio che perde un po’ di spessore è quello di Estelle, interpretata da una stupenda ma poco profonda (ma forse è così che deve essere) Haley Bennet.
Hardcore! è anche citazionismo becero, nerd/geek e colto. Si spazia da piccole finezze da videogiocatori (vedi EZ) alle azioni da FPS all Call of duty o Far Cry 3 (schermi tv) fino a Metal Gear Solid (Akan). Abbiamo richiami ad Arancia Meccanica di Kubrick e a Kill Bill di Tarantino, contemporaneamente. E poi Easy rider e altri ancora…

Insomma, un gran film che segna un “upgrade” del cinema per come lo conosciamo noi. Forse non è un film per tutti, ma rappresenta sicuramente un cult del suo genere.

Ps: un ringraziamento finale a Luca di Cuore di celluloide con cui ho avuto la fortuna di vedere la mia prima anteprima!

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