Captain America: Civil war – La recensione

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CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR
Anthony e Joe Russo, Usa, 2016 – Cinecomics
Voto: 6,5 su 10.

Vi scrivo questa recensione un po’ in ritardo e infatti per voi il film in questione esce oggi. Io sono stato all’anteprima, due settimane fa e ci ho dovuto pensare e ripensare parecchio, senza contare impegni privati e altri film in mezzo. Ancora adesso non sono ben sicuro di ciò che sto lentamente elaborando e metabolizzando.
Captain America: Civil War è il film che ogni amante dei fumetti Marvel desiderava finalmente vedere al cinema e la Disney poteva fare qualcosa di grande… eppure io con rammarico vi dirò “MEH” e vi spiegherò perchè.

Il film riprende proprio subito dopo gli avvenimenti di Avengers: Age of Ultron, in cui il gruppo di vendicatori riusciva a sconfiggere Ultron, ma finiva anche col distruggere la città di Sokovia dove morirono moltissime persone. Le Nazioni Unite decidono quindi di promulgare gli “Accordi di Sokovia”, stabilendo un ente governativo internazionale per monitorare i superumani che sembrano incuranti di tutti i danni collaterali causati dalle loro azioni avventate. Alcuni, presi dai rimorsi di ciò che hanno combinato, accetteranno queste condizioni, ma altri rifiuteranno di agire “sotto comando”… e inizia la Civil War. Intanto qualcuno si muove silenzioso nell’ombra per creare scompiglio e cercare di eliminare gli Avengers.

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Quattro gatti…

I preamboli sembravano molto buoni e vi assicuro che infatti lo sono stati. La sceneggiatura è il punto forte del film. Abbiamo un continuo crescere di tensione dall’inizio alla fine, che aumenta pian piano, su un tema che non è per niente banale: prima c’erano solo i problemi dell’uomo, ora ci sono i superproblemi dei supereroi (se ne parlava più o meno anche nel plot di Batman V Superman, ma perché a nessuno importa nulla dei morti degli scontri tra Autobot e Decepticon in Transformers?). I nostri eroi sono divisi ed è interessante osservare il modo in cui affrontano lo stesso problema con atteggiamenti molto differenti. Ci saranno personaggi le cui emozioni seguiranno un percorso emotivo molto difficile e faticoso. Personaggi che dovranno combattere un tormento che è soprattutto interiore. Personaggi che forse si faranno anche male… Vedremo il culmine della storia di Captain America, iniziata da quando voleva incarnare i valori degli Stati Uniti nel primo film e poi scossa in Captain America: The winter soldier per problemi di fiducia verso lo Shield sempre più corrotto dall’Hydra. E vedremo due fantastiche new entry: uno spettacolare Spiderman, che riesce a tenere incollati per la fedeltà al personaggio a fumetti originale e ad esaltare lo spettatore anche in quei pochi minuti a disposizione in cui compare, e un magnifico Black Panther, forse un po’ “camp” ma potente e di grande effetto (della serie “voglio sapere tutto di lui!”).

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Io ve li metto, ma che rabbia averli già visti nei trailer!!

Purtroppo, anche se i fratelli Russo riescono a controllare perfettamente i vari personaggi dandogli unanime spazio, finiscono per raccontare la storia meno indipendente del MCU e Cap, da unico e vero protagonista quale dovrebbe essere, sembra soffocare fra gli altri come in uno dei soliti film sugli Avengers. A peggiorare, l’ennesimo discorso sulla Marvel la quale riesce sempre a rendere il prodotto finale poco originale (anche se apprezzabilmente divertente) che si tramuta in una piatta omogenizzazione di regia, fotografia e le solite, quasi nauseabonde, battutine di intrallazzo tra una scena e l’altra (come se si dovesse sdrammatizzare su ciò che già di per sé è drammatizzante). Per non parlare dell’effetto sorpresa: molte delle scene e dei personaggi più interessanti che vedrete, beh, le avete già visti in uno degli innumerevoli trailer disponibili nell’internet.
Starei attento a chi già grida al capolavoro per questo film. Certo, c’è azione, c’è comicità, c’è finalmente una più accurata introspezione dei protagonisti, ma questi film rimangono troppo simili tra di loro. Ci vuole una svolta. Ci vuole un po’ di fiducia verso registi e sceneggiatori da parte della grande Major americana (gli attori sono validi e calzanti nelle vesti dei loro superuomini). Ci vuole anche che il pubblico inizi a desiderare prodotti meno facili e commerciali e supereroi con più carisma e sintomatico mistero (e coglietemela questa citazione)…

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