The nice guys – La recensione

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THE NICE GUYS
Shane Black, Usa, 2016 – Commedia drammatica, Noir, Buddy movie
Voto: 7,5 su 10.

Il ritorno al passato. Si ritorna a quando Shane Black andava forte come sceneggiatore in pellicole come Arma Letale, L’ultimo boy-scout e Last hero action – L’ultimo grande eroe o ancora in Kiss kiss bang bang di cui fu sia sceneggiatore che regista all’esordio. Lasciate perdere Iron Man 3 che di sicuro è il suo lavoro peggio diretto (che se messo a confronto con gli altri film Marvel non mi dispiacque neanche così tanto) anche se viene qui tirato in ballo nuovamente come se fosse uno sfoggio di garanzia (e qui c’è da arrabbiarsi, perché allora Kiss Kiss bang bang dove lo mettiamo?).

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Loro sono quelli seriosi.

Il film è stato presentato fuori concorso qualche giorno fa al Festival di Cannes (qui tutti i vincitori) dove ha riscosso molti consensi da parte della critica, alleggerendo l’atmosfera. Beh, non sarò stato a Cannes ma sono stato fortunato e questo The nice guys l’ho visto in anteprima qui a Milano.

Scritto da Black in collaborazione con Anthony Bagarozzi e prodotto da Joel Silver (con cui il regista aveva già lavorato 29 anni fa in Arma Letale), il film ci porta con fascino noir nella Città degli Angeli degli anni 70′, tra coltri di smog e ambienti loschi e corrotti, tra luci funky pop e festini nel mondo del cinema porno. Qui, due goffi personaggi si troveranno a dover formare una improbabile coppia per risolvere un intrigato caso, forse perfino più grosso di loro: ritrovare una certa Amelia, giovane attrice di film hard, braccata costantemente da un serial killer che ha già ucciso alcuni suoi colleghi tra cui il fidanzato-regista dell’attrice e Misty Mountains, una già famosa pornostar. Incaricati dalla madre di Amelia, membro dei piani alti del Ministero della Giustizia, i due ben presto scopriranno che niente è come sembra.
I due in questione sono l’ex poliziotto, ora spaccaossa, Jackson Healy (un imbolsito Russell Crowe) e l’investigatore privato Holland March (uno spassoso Ryan Gosling), che un po’ ricordano i nostri Bud Spence e Terence Hill. Seri sul set e seriosi attraverso i loro personaggi in un film che mai si prende sul serio, Crowe e Gosling ci regalano una delle coppie più riuscite degli ultimi anni per una buddy comedy tutta da ridere. Si sente che tra di loro si è venuto a creare un buon feeling, con interpretazioni e azioni intenzionalmente idiote ma mai demenziali, condite da gag sempre riuscite e sempre al momento giusto. Aggiungete l’ottimo lavoro della piccola Angourie Rice, è lei la vera “adulta” del film che deve fare ragionare il padre (March) e calmare il violento Healy: da sola riesce a stare al livello, se non anche a superarlo, dei suoi due colleghi già affermati. Come non pensare poi a L.A. Confidential appena compare Kim Basinger (qui nel ruolo della madre di Amelia), che insieme a Russell Crowe sembrano semplicemente invecchiati nella sempre corrotta Los Angeles dalle solite atmosfere, da quella volta che 1997 lavorarono insieme sotto la regia di Curtis Hanson.

Un film leggero e piacevole ma intrigante, dove la combinazione di commedia, dramma e una perfetta dose di mistero (che accompagna costantemente lo spettatore) si amalgamano ottimamente regalando originalità e una ventata di freschezza.

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