Friend request – La morte ha il tuo profilo – La recensione

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FRIEND REQUEST – LA MORTE HA IL TUO PROFILO
Simon Verhoeven, Germania, 2016 – Horror, Thriller
Voto: 4 su 10.

Mi sembrava strano quando mi è stato proposto di vedere Friend request – La morte ha il tuo profilo. Credevo fosse uscito già da tempo, ma mi stavo semplicemente confondendo con Unfriended che infatti è di quasi un anno fa. Molto simili tra loro e usciti al cinema a troppa poca distanza l’uno dall’altro, se non fosse che Unfriended puntava più su una resa da falso documentario (mockumentary)…

Ma passiamo a questo film di cui ho avuto la “fortuna” di vedere in una curiosa anteprima… direttamente su PC. Parliamo di un film che si basa sulla paura di non essere abbastanza popolari sui social network, fatto che bene o male riguarda tutti noi oggigiorno. Ci sono persone che si attaccano così tanto a questa vita virtuale, fatta di apparenza, da rimanerci assuefatte totalmente, fino ad ammalarsi.
Al centro della storia, la giovane Laura (Alycia Debnam-Carey), bella e popolare, con tanti amici su facebook, che decide di accettare l’amicizia di Marina (Liesl Ahlers), una ragazza oscura e sola, che ovviamente ha 0 amici su facebook. Ma questa nuova amicizia non durerà molto: Marina si dimostrerà instabilmente pesante e ossessiva, fino al punto che Laura deciderà di rimuoverla dagli amici. La reazione sarà un poco esagerata, ma non ve la dirò per non fare spoiler. Sappiate solo che da quel momento inizieranno a morire più personaggi uno dopo l’altro e Laura inizierà un’indagine per scoprire chi sia questa Marina. Una strega? Un incubo? Un demone? Uno spettro?

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Brrr… ed è subito horror?

Tra vari cliché fin troppi ovvi e una trama che non riesce a infondere nemmeno un briciolo di paura, Friend Request cita, o più semplicemente scopiazza, veri cult del genere: c’è questa Marina un po’ strana, coi capelli neri e lunghi che le coprono la faccia, come quella che esce dal televisore in The ring (ma che in un’altra ottica, esteticamente potrebbe ricordare anche una versione più innocente di Lisbeth Salnder della saga Millennium), c’è una presenza maligna che si manifesta un po’ come Freddy Krueger nella serie Nightmare, c’è un antico e misterioso specchio proprio come quello di Oculus – Il riflesso del male.

Impennate di volume miste a scene di vedo-non vedo con uccisioni splatter qua e là di cui non se ne può più, lo rendono un film che non si salva e che va a collocarsi tra i tanti che intasano troppo facilmente il filone del cinema horror.

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2 pensieri su “Friend request – La morte ha il tuo profilo – La recensione

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