Conspiracy – La cospirazione – La recensione

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CONSPIRACY – LA COSPIRAZIONE
Shintaro Shimosawa, Usa, 2016 – Drammatico, Thriller
Voto: 4,5 su 10.

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima anteprima a cui ho assistito (Now you see me 2). Gli esami mi hanno assalito e non mi hanno lasciato scampo. Non so come, ho visto al pelo The neon demon (presto una nostra rece) prima di chiudermi definitivamente in casa a studiare. Ora tra uno esame e l’altro decido di tornare nel buio delle sale cinematografiche
ma… ecco la rece di Conspiracy – La cospirazione. Guardo velocemente cosa danno al cinema e scelgo questo perchè “diamine ci sono Anthony Hopkins e Al Pacino, quindi mi fido”. Non lo avessi mai fatto.

Abbiamo un legal thriller che vede un avvocato (Josh Duhamel), in difficili rapporti con la moglie depressa e psicolabile (Alice Eve), alle prese con un caso più grosso di lui, in cui corruzione e falsificazione di documenti sono all’ordine del giorno. Il giovane avvocato dovrà chiedere aiuto ad un prestigioso studio legale (di cui Al Pacino è il capo) per sostenere una battaglia contro il ricco imprenditore di una nota casa farmaceutica (Anthony Hopkins). C’entra anche la fidanzatina (Malin Akerman), forse un po’ maltrattata e minacciata, del riccone  che intanto riallaccerà i rapporti  col suo ex: guarda caso il giovane avvocato protagonista di questa storia.

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Và che porcata abbiamo combinato, Anthony!

Ora, se pensate di aver capito la trama vi sbagliate perchè niente è come sembra e niente capirete. In un intreccio che viene complicato e mal gestito dal regista Shintaro Shimosawa, qui al suo debutto sul grande schermo, non si capisce su quale delle varie sotto-trame si voglia andare a parare. Buone intenzioni, sfruttate molto male. Anche sull’internet si ha modo di leggere recensioni negative sia da questa parte dell’oceano che dall’altra. Il film viene facilmente additato come il peggiore della carriera di Sir Anthony Hopkins e Al Pacino. Io li avevo presi come conferme di qualità, ma sembra che entrambi abbiano proprio preso una svista. Forse si salvano in extremis per le loro comunque accettabili interpretazioni (meno Pacino che sembra una caricatura troppo teatrale). Tutti gli altri personaggi sembrano fare a gara a chi sia il più imbarazzante: Josh Duhamel ci prova ma rimane poco convincente in un ruolo che sembra composto da più persone con qualità differenti, Alice Eve sembra distante e distaccata dal film in cui recita, Malin Akerman che solitamente emana fascino ma qui ricorda una volgare copia di Glenn Close in Attrazione Fatale. Aggiungeteci un amico (Glen Powell) del protagonista che dovrebbe essere la spalla allegra e divertente, quella che ha sempre la battuta pronta… ma non fa ridere; e in ultimo, un killer cinese (Byung-hun Lee), che più stereotipato non si può, che è tanto efficiente quanto un completo inetto, per non dire buffo…

Insomma, quando leggo o sento gente che se la prende perchè Robert De Niro “si è abbassato a fare stupide commedie”, mi viene da controbattere spiegando che almeno lui sembra divertirsi a recitare in filmetti più leggeri, mentre qui abbiamo due altri attoroni che fanno i seriosi in un prodotto che è più che discutibile!

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