Kiki & i segreti del sesso – La recensione

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KIKI & I SEGRETI DEL SESSO
Paco Leòn, Spagna, 2016 – Commedia
Voto: 7 su 10.

Arpaxofilia, poliamore, dacrifilia, sonnofilia, efelfilia: per la visione comune queste sono considerate solo perversioni sessuali, per molti altri invece sono modi diversi d’intendere l’amore. Cinque differenti parafilie che Kiki & i segreti del sesso affronta con deliziosa ironia andando ad esaminare differenti forme di erotismo, un film che scava nel profondo (in tutti i sensi) delle dinamiche di un gruppo di coppie, legate tra loro da un vero affetto personale e da particolari tendenze nei confronti della carnalità. Nella libertina Spagna, dove ormai non vi sono più tabù, cinque coppie si crogiolano sui loro svariati problemi sessuali: Natalia (Natalia de Molina) eAlex (Alex Garcìa) vivono la loro storia tranquillamente, ma un segreto di famiglia ossessiona la ragazza. Paco (Paco Leòn) e Ana (Ana Katz) sono sicuri del proprio matrimonio, ma sono consapevoli dei loro problemi nella sfera privata, e sarà l’amica Belén (Belén Cuesta) a sconvolgere i loro equilibri. È passato qualche anno da quando Maria Candela (Candela Pena) cerca di rimanere incinta e nonostante i rapporti con il marito Antonio (Luis Callejo) siano costanti, non riesce a raggiungere l’orgasmo, sarà una piccola modifica nel loro rapporto a risolvere il problema. Paloma (Mari Paz Sayago) è costretta sulla sedia a rotelle dopo un grave incidente. Il marito Josè Luis (Luis Bermejo) è ancora innamorato di sua moglie, ormai gelida, l’unico modo che ha per sentirla è sedarla e passare la notte con lei. Con problemi di udito, di relazioni sociali e di comportamento, Sandra (Alexandra Jiménez) non vuole legarsi a nessuno e prova attrazione sessuale solo nei confronti delle seta (sì, proprio il tessuto), fino all’arrivo dell’affascinante Rubén (David Mora).

Personaggio di una delle sue storie e regista della pellicola, l’artista Paco León, realizza il suo inno all’amore partendo dal lavoro di Josh Lawson “The little death”, trasformandolo in un’educazione sentimentale leggera. Questo film offre lo spettro di alcune realtà spesso inesplorate, mai grottesche o particolarmente sconvolgenti, semplicemente al di fuori della tradizione. L’umorismo è sempre papabile e la sessualità è ovviamente sempre presente. Bisogna dire che il pepe e la curiosità iniziale vanno un po’ scemando verso la fine e questo dispiace un pochino, data la bella commedia che ne è stata tirata fuori. Adattati gli scritti dallo stesso Leòn, con l’aiuto del co-sceneggiatore Ferdinando Pérez e la bella fotografia di Kiko de la Rica rendono limpida la perlustrazione delle sfumature emozionali del sesso, quello bizzarro ed estroso ma pur sempre intimo e personale. Raccontato da attori bravissimi e molto credibili, che ogni tanto risentono l’inerzia del film stesso. È assolutamente da vedere e perchè no, magari potete sperimentare qualcosa di nuovo.

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