La notte del giudizio – Election year – La recensione

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LA NOTTE DEL GIUDIZIO – ELECTION YEAR
James DeMonaco, Usa, 2016 – Azione, Thriller, Horror
Voto: 6.5 su 10.

Nel 2013 James DeMonaco dirigeva (e sceneggiava) La notte del giudizio (ma se volete un titolo più alla Moccia eccovi accontentati: Scusami amore, ma stanotte si fa mattanza). In un 2010 distopico, veniva mostrata la vicenda di una famiglia nella propria casa durante la “necessaria” (questo era il punto di vista dei borghesi medio-alti protagonisti, tra cui figurava Ethan Hawke) notte dello sfogo. Una notte terribile e drastica, che si ripete ogni anno, in cui qualunque atto criminale veniva legalizzato per 12 ore, dalle 7 di sera alle 7 del mattino, per far fronte ad un difficile crollo economico degli Usa. Buon film avvincente, tutto girato in un ambiente stretto, ci stava. Nel 2014 sempre James DeMonaco tornava sul grande schermo con un seguito, Anarchia – La notte del giudizio, senza Ethan Hawke the star. Al suo posto invece, subentrava Frank Grillo, da sempre e per sempre legato al genere dove l’azione scorre facile. Purtroppo, nonostante i buonissimi incassi, questo secondo capitolo aveva a che desiderare… troppo sempliciotto, violenza fine a sè stessa, un film che sfruttava solo il successo del primo. Ora è luglio 2016, e quel simpaticone di James DeMonaco non molla e torna per la terza volta con il suo franchise sulla Purga.

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Ah, l’America!

Il film si apre con un duello elettorale che sta per arrivare alla sua votazione finale: da una parte una senatrice milfona (Elizabeth Mitchell) che dopo aver perso la famiglia in una di quelle dannate notti, ora cerca di fermare tutto perchè troppo estremo (ma dai?), dall’altra un infimo fascista (Kyle Secor che paragoneremo emblematicamente un po’ a quel bellissimo capellone di Donald Trump) schierato dalla parte dei Nuovi Padri Fondatori, coloro che hanno creato, vivono e credono nella risoluzione dello sfogo. Ah, ovviamente Frank Grillo sta con la milfona, perchè già da Anarchia lui era uno di quelli cercava giustizia e proteggeva i buoni (i poveri della società). Comunque, i problemi stavolta arrivano quando la nostra senatrice è a poco dal vincere le elezioni e i Nuovi Padri Fondatori decidono di farla secca proprio durante la notte del giudizio. Forse per superare questa notte basterà un uomo di colore che nel parlare ricorda molto Denzel Washington (“il mio negro”) e il suo minimarket, il suo garzone dal losco passato e una cliente ex teppista. O forse basterà conquistare la Florida (perchè?). O magari bisognerà ammazzare qualche soldato della fratellanza ariana…

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Purga numero 4: togliamo internet per un giorno all’anno.

Finalmente le cose si fanno più interessanti: James DeMonaco inizia ad indagare con maggiore attenzione gli aspetti politici dello sfogo. Ora, senza far sembrare tutto troppo raffinato, perchè alla fin fine parliamo di un film d’azione fatto per divertire e intrattenere, però devo dire che stavolta abbiamo una più equilibrata dose di goliardia e provocazione sulla “libera” e troppo facile vendita di armi negli States. DeMonaco sembra puntare il dito direttamente contro coloro che vanno ad intaccare veramente la società, coloro che giocano (e si arricchiscono) alle spalle del popolo anche quando sono i primi a sbagliare, coloro che anche se lo sfogo si fa, non hanno paura perchè tanto vivono in grossi villoni super sicuri con mille guardie a presidiare tutt’intorno. L’unica pecca è l’aver creato dei buoni troppo moralmente buoni e dei cattivi troppo stereotipatamente cattivi, ma tutto sommato, su questo aspetto, visto il tipo di film, ci possiamo anche sorvolare e goderci questi 105 minuti di azione con Frank Grillo che fa secchi tutti.

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