Suicide Squad – La recensione

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SUICIDE SQUAD
David Ayer, Usa, 2016 – Cinecomic, Azione
Voto: 5 su 10.

Qualcuno ha detto supercattivi?
No, dai, qualcuno lo ha detto?
Lo chiedo perchè qui c’è qualcosa che non torna. Chiariamoci, la Warner Bros. è da 1 anno che promuove e sbandiera a più non posso l’uscita di un film che dovrebbe raccogliere la più scorretta squadra mai fatta di supercattivi (la SS). La peggio feccia umana e non umana istituita in un corpo speciale segretissimo che opera per conto del Governo Usa al fine di combattere dei potenziali superbuoni che potrebbero rivoltarsi contro l’umanità intera (ve lo immaginate dover fronteggiare un Superman incazzato dopo che tutti gli hanno dato contro perchè è un maledetto straniero con poteri sovrannaturali da Man of Steel e poi anche in Batman v Superman?).
Dunque, ora vi spiego chi sono questi cattivi pazzi scatenati che sono così altamente difficili da gestire: abbiamo Deadshot (Will Smith) che di mestiere fa il sicario e pare sia il più bravo e infallibile di tutti, non sbaglia mai un colpo; abbiamo Harley Quinn (Margot Robbie), pazza fuori di testa, ma efficacemente sexy; Capitan Boomerang (Jay Courtney), un omone tutto birra e boomerang e grossi colpi in banca, feticista di unicorni rosa; El Diablo (Jay Hernandez), famoso gangster di strada che spadroneggia a suon di colpi di fuoco; Killer Croc (Adewale Akinnuoye-Agbaje), bellissimo coccodrillone antropomorfo incazzatissimo e molto vorace; June Moon/Incantatrice (Cara Delevigne), affascinante archeologa che si trasforma dolorosamente in antica divinità; Katana (Karen Fukuhara), che è l’unica vera eroina del gruppo, non infrange la legge, ha un suo codice etico-morale su chi e come togliere la vita; e infine c’è Slipknot (Adam Beach), che non si caca nessuno e nessuno saprà mai chi è… lo vedrete nel film.

Cattura

“Siamo cattivi, siamo fatti così!”

Poi ci sono i buoni, Amanda Waller (Viola Davis), la capa suprema che gestisce la SS, e Rick Flag (Joel Kinnaman), che in realtà fa parte anche lui della SS ma va bene anche in questa categoria. Eppure qualcosa non torna… perchè, in una storia tanto confusa (della serie “Suicide Squad vince il Primo Premio per miglior Cinefumetto più sconclusionato”), scopriamo che in realtà i cattivi supercattivi della SS in realtà non sono così bad, mentre è Amanda Waller che fa paura (è lei che sembra fuori controllo ad una certa)! Dopo che tutti additano in più modi possibili gli SS come terribili esseri, in realtà proprio quegli esseri dimostreranno di avere un cuore, di pensare alle famiglie perdute, alle figlie, ai loro amori, e nel mentre uccidono altri cattivi, quelli veri veri, e quindi sorge spontanea la mia domanda iniziale: qualcuno ha detto supercattivi? Sembra che David Ayer si sia trovato molto in difficoltà a dare una linea precisa al film dal cast molto corale (e molto approssimato), che risulta un pasticcio di sequenze d’azione mal riuscite mischiate a battute spesso fuori tempo, con una colonna sonora importante (pezzi cult alla Guardiani della Galassia) ma anch’essa un po’ a casaccio.

Sorvolando su questo piccolo aspetto, volevo dire un’altra ed ultima cosa: che ne vogliate o meno, che sia per il poco spazio che gli è stato lasciato a fronte di una troppo pesante promozione pubblicitaria (d’altra parte lui non c’entrerebbe nulla se non fosse per il suo rapporto amoroso-psicopatico con Harley Quinn), che sia perchè mi è sembrato semplicemente troppo innaturale e ridicolo in quella sua veste da gangster-macchietta, il Joker di Jared Leto non funziona e risulta semplicemente fuori luogo. Spero di potermi ricredere in una futura probabile edizione home video in cui saranno presenti più minuti del girato del front man dei 30 Seconds to Mars (a suo avviso, lo hanno impoverito i tagli di montaggio finale).
Se cercate una vera Suicide Squad, recuperatevi Quella sporca dozzina (1967) di Robert Aldrich.

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Un pensiero su “Suicide Squad – La recensione

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