Paradise Beach – Dentro l’incubo – La recensione

fev3CvJPSbXFfByA0abJFT4ISNe
PARADISE BEACH – DENTRO L’INCUBO
Jaume Collet-Serra, Usa, 2016 – Drammatico, Thriller
Voto: 7 su 10.

Il cult da cui tutto partì.
Se non fosse stato per i produttori della Universal Richard D. Zanuck e David Brown, che nel ’73 preferirono un giovane e sconosciuto Steven Spielberg (ancora non era uscito il suo primo lungometraggio per il grande schermo Sugarland Express) al posto di un già navigato John Sturges, oggi forse non avremmo questo Paradise Beach. Spielberg all’epoca fece il botto, si fece rapidamente conoscere in tutto il mondo grazie al suo Lo squalo (1975), uno dei migliori film mai realizzati, capostipite di un lungo e proficuo filone di film di squali incazzati assassini, gli shark-movie. Purtroppo questa corrente raramente è riuscita a eguagliare la maestria e la qualità di Spielberg, nè con i sequel Lo squalo 2 (Jeannot Szwarc, 1978), Lo squalo 3-D (Joe Alves, 1983) e Lo squalo 4 (Joseph Sargent, 1987), nè tantomeno con varie copie non ufficiali come L’ultimo squalo (Enzo G. Castellari, 1981), o con film “ispirati” come la saga volutamente trash di Sharknado, o quella roba indecifrabile, ma bellissima se amate il genere, di MegaShark vs GiantOctopus, Tintorera (Renè Carodona jr, 1977) e infiniti altri sottogeneri con piranha, coccodrilli e creature marine…
Si salvano in extremis, Deep Blue Sea (Renny Harlin, 1999), b-movie con Samuel L. Jackson non così terribile, e Open Water (Christ Kentis, 2003), basato su fatti veri.

23ddd8c0-1946-0134-3615-0aacbc4f5d01

Una volta tanto uno shark-movie decente.

Blake Lively vs the shark.
Jaume Collet-Serra è un regista spagnolo specializzato in b-movie d’azione (Liam Neeson ne sa qualcosa) e qualche horror dubbiamente riuscito. In questo caso riesce a chiudere questa calda estate giocandosi bene un paio di elementi: da una parte la scelta di usare Blake Lively come protagonista, dall’altra creare un piccolo prodotto ben congegnato senza troppe pretese. Fin da subito vengono fatte risultare la bellezza e le forme della protagonista, sempre e volentieri in costume e una muta molto attillata. Nancy (la Lively) surfa tra le onde della famosa spiaggia paradisiaca del titolo italiano della pellicola, felice di essere in quel posto segreto che piaceva tanto alla madre, da poco morta dopo una malattia lunga e dolorosa. Il regista riprende Nancy dapprima come in un videoclip di quelli per esaltare il surf, tra una estetica molto elettrica e musiche accattivanti. Poi parte l’attacco di uno squalo gigante, in una CGI più che dignitosa, e via a seguire le vicende della ragazza di città in una disperata lotta per la sopravvivenza contro il re dei predatori del mondo marino, con la camera a pelo d’acqua, dondolandosi tra un’onda e l’altra.

Purtroppo Collett-Serra ha preferito puntare più su un’estetica molto colorata e attraente perdendo qualche punto su una trama sempliciotta, ma almeno qualche bel momento di tensione riesce a regalarcelo facendoci pure divertire. E Blake Lively si comporta bene, dimostrando di saper reggere tutto un film sulle proprie spalle.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...