Autotbhan – Fuori controllo – La recensione

di Mario Rittatore.

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AUTOBHAN – FUORI CONTROLLO
Eran Creevy, UK, Germany, 2017 – Azione
Voto: 6 su 10.

Andando all’anteprima avevo in mente qualcosa con azione spaccona e spaccosa mischiata a storia d’azione facilona. Ancora con la paura di uno Spleepless – Il Giustiziere (qui la nostra recensione) che mi attanagliava le budella. E più o meno è stato di nuovo così.

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Fast and Furious

Casey (Nicholas Hoult) è un ladro che quando sale su un’auto diventa inafferrabile. Ad un rave party in Germania conosce Juliette (una sexyssima Felicity Jones) e ovviamente i due si innamorano. Lui per lei abbandona il suo losco lavoro, ma non ci vorrà molto prima che sia costretto a riprenderselo. Il suo capo è il gangster turco coatto Geran (Ben Kingsley), che gli affiderà un colpo ai danni del ricco, gelido e super classista Hagen Kahl (Anthony Hopkins), purtroppo il colpo andrà male e Casey si troverà inseguito dai cattivissimi uomini di Kahl in una corsa velocissima in giro per l’Europa.

Projekt:

The gangster

La Germania secondo gli inglesi: città e palazzoni freddi, corse e inseguimenti in auto, cattivoni molto particolari ed esuberanti, citazioni a grandi (nomi) del cinema e citazioni a grandi (nomi) del teatro e della poesia, il tutto trascinato e menato dalla forza di un grosso amore. Eran Creevy, alla sua terza regia, dirige un film molto “veloce” dove gli attori sono il punto forte (non fortissimo eh, leggete sempre in base al contesto): caruccia la coppia protagonista, lui un po’ rigido (Hoult l’ho sempre trovato rigido) ma disposto a tutto per la sua amata (in questo film vedetelo come il nuovo Paul Walker), lei supersexy dai capelli biondo platino (si va ad unire alle colleghe dallo stesso look Jennifer Lawrence, Kristen Stewart…); poi ci sono i due gangster rivali, da una parte un istrionico e divertente Ben Kingsley tamarrissimo gold sempre coperto da donne svestite e il naso sporco di cocaina, con la fissa dei grandi attori, dall’altra un Anthony Hopkins, sempre controllatissimo, ma dal grilletto facile (prima ti cita Shakespeare, poi ti spara). Perde un po’ la trama, che sembra un mix di Transporter e Fast and Furious, per via delle “corse” in auto, ma che all’azione sembra preferire melensamente l’amore (il fatto che te lo ripetano così troppe volte rischia di annoiare). Un film “veloce” anche da dimenticare, proprio come Sleepless – Il giustiziere.

Insomma, ecco cosa si salva:
1. la sexaggine di Felicity Jones
2. Ben Kingsey come gangster coatto
3. il brano God’s Whisper. di Raury che parte in modo improbabile in una scena che dura tipo un paio di secondi e poi boh

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