Downsizing – La recensione

Un Matt Damon in miniatura che cerca di salvare un mondo che si sta autodistruggendo. Ambizioso e squilibrato, pazzo e imperfetto, il nuovo film del regista di Nebraska e Sideways – In viaggio con Jack colpisce nelle premesse ma si perde gradualmente con il complicarsi della storia che prova a raccontare, cambiando direzione molteplici volte e in modo repentino. Come se non ci fosse una precisa idea su come sviluppare un tema interessante. La Terra è un luogo che non ha più posto per i suoi abitanti. Le risorse si stanno esaurendo e la fine del mondo è alle porte. Uno scienziato norvegese sembra aver trovato la soluzione: rimpicciolire le persone per diminuire gli sprechi e recuperare spazio. Matt Damon, Paul Safranek in questo film, deve fare i conti con una vita che lo respinge, sempre diviso tra difficoltà economiche e un lavoro non soddisfacente. Per cercare di riprendere in mano la sua esistenza il nostro Paul intraprende un “viaggio” e si fa rimpicciolire. Ricorda il Paul Giamatti di Sideways – In viaggio con Jack. Entrambe le pellicole assumono la linea on the road tipica di Alexander Payne. Il sottile black humour del regista accompagna Paul nel divorzio, in un nuovo amore e durante l’ormai vicina Apocalisse. Non si ride mai di gusto, solo quando il magnifico Cristoph Waltz entra in scena la simpatia aumenta. Interpreta un serbo festaiolo che traffica sigari cubani e alcool in miniatura, e a modo suo rappresenta il riflesso di una società che esclude i meno fortunati. Il sogno americano si distrugge anche a dodici centimetri di altezza, nel paese dei sogni chiamato Leisureland, la città delle comodità e del lusso situata in New Mexico. La retorica ecologista è fin troppo pressante, ma l’inventiva di Payne è da premiare e fa a tratti dimenticare la sceneggiatura palesemente carente. Senza dubbio è molto valida l’interpretazione di Damon. Fondamentale è stato l’aiuto della bravissima Hong Chau: altro personaggio in miniatura ma con un grande cuore. Il cinema di Payne rimane sempre fedele a se stesso. Essere meno alti non è la soluzione, si creano comunque “giganti” falle nel sistema. Questa pellicola non risponde a nessuna delle domande che ha posto, e forse non sarà la riflessione più riuscita, però la sensazione di magia non svanisce mai.

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