Jurassic World – Il regno distrutto – La recensione

Veder continuare sviluppare la saga di Jurassic Park è una sensazione agrodolce. In un certo senso è un po’ quello che si pensa continuamente con Star Wars e i suoi sequel, prequel e spin-off (ehi, leggetevi di Solo!), solo che il primo fanchise appartiene alla Universal mentre il secondo è della Lucas Films/Disney. Dicevo agrodolce perchè da un lato è sempre un piacere tornare a vedere e a scoprire nuovi dinosauri, dall’altro sembra che i films siano sempre più improntati sull’aspetto sbalorditivo (e in effetti è parte del loro compito), tralasciando tutto il resto (il Jurassic World di Trevorrow, oltre ad una storia patinata e nostalgicamente vecchia e per niente originale, peggiorava addirittura quando comparivano i bestioni giurassici costruiti con una CGI terrificante). Per Jurassic World – Il regno distrutto, J.A. Bayona è andato giustamente a sostituire Trevorrow alla regia, che però è rimasto ancorato in sceneggiatura (e ce lo ritroveremo di nuovo alla regia del prossimo capitolo). Non abbiate timore, lasciatevi inquietare, ammaliare e commuovere piuttosto. Il film, che qui abbiamo visto ieri sera in anteprima, è comunque molto WOW.

Come al solito la scusa di un Jurassic Park o Jurassic World qualsiasi è sempre la stessa: bisogna tornare sull’isola dei dinosauri. Su Isla Nublar sono passati ormai tre anni dagli ultimi tragici avvenimenti, quella che un tempo era la famosa isola dei divertimenti con piena immersione nella selvaggia era giurassica (tra triassico al cretaceo) ora è un angusto parco del terrore dove regna la legge del (predatore) più forte. Ma quando un vulcano dormiente si risveglia mettendo a rischio d’estinzione tutta la fauna e la selva circostante, Owen (Chris Pratt) e Claire (Bryce Dallas Howard) sono costretti a tornare per salvare i loro amicisauri. Ovviamente ci sarà qualcuno (niente Ingen stavolta) pronto a sfruttare la loro spedizione causando grossi pericoli per tutto il pianeta.

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Più denti, più forte, più veloce, più intelligente, più horror.

Non c’è dubbio, a 25 anni dal primo capitolo di Steven Spielberg, Jurassic Wolrd – Il regno distrutto è un film spettacolare e ricco di atmosfere magiche come solo potevamo sperare. Il cambio di regia ne ha giovato per il futuro dell’intera saga, il film può ora appropriarsi appieno del “World” presente nel titolo. “I dinosauri sono tornati e il mondo è in pericolo”. Lo dice pure il Dr. Ian Malcolm (Jeff Goldblum), che riveste il ruolo di grande rappresentante della saga, di colui che da studioso del caos vorrebbe proteggere l’umanità intera dalle devastanti conseguenze delle leggi darwiniane applicate a quelle bestie preistoriche infernali. Comunque, una volta scatenati il panico e il disordine, Bayona si ritrova perfettamente a suo agio, merito di aver già lavorato ad un horror (The orphanage), ad un drama-disaster movie (The Impossible) e ad una sorta di drama-monster movie (Sette minuti dopo la mezzanotte). Ricordando spesso Spielberg (senza mai citarlo con abusati easter egg prepotenti), soprattutto per il lato fanta-fanciullesco e quello avventuroso alla Indiana Jones, Bayona ci immerge in un mondo più dark virando di colpo verso alcune scelte finali azzardate ma interessanti (a qualcuno faranno lo stesso storcere il naso). Come c’era da aspettarsi, JW rimane un blockbuster facilone (vi devo ricordare chi c’è alla sceneggiatura?) con personaggi elementari e si rapportano tra loro in maniera ancor più infantile, eppure il regista spagnolo riesce a relegare una certa potenza e oscurità affascinanti a tutta la sua pellicola. I suoi dinosauri, pur continuando ad essere in quasi sola CGI, sono più realistici e impressionanti, mettono paura, le loro ombre si allungano lentamente dietro alla calda luce di un fuoco o di una lampadina, mentre un carillon suona dolcemente il tema principale di John Williams come se fosse una rassicurante buonanotte. E le sorprese non mancheranno… lasciatevi trasportare in un viaggio di sola andata per il Jurassic World.

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