Final Space – La recensione

L’estate è finita, qui a Cinemundto si torna a scrivere di cinema e, per la prima volta, anche di una serie. Dopo la semi-delusione provocata dal tiepido Disincanto di Matt Groening, eccoci alle prese con il nuovo show animato creato da Olan Rogers e David Sacks per l’emittente TBS (mentre da noi lo trovate su Netflix). Parliamo di una space opera che sulla scia del già cultissimo & coloratissimo Rick & Morty ci riporta ai tempi nostalgici di Futurama: Final Space.

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Come nella classica formazione vincente che James Gunn ci ha regalato con i suoi due capitoli de I Guardiani della Galassia, i nostri protagonisti sono un gruppo di affiatati perdenti che devono salvare la Terra (meglio dire l’universo, suona meglio) dal malvagio cattivone di turno. In questa sorta di famiglia disfunzionale troviamo Gary, un ragazzo belloccio ma un po’ sprovveduto, uno scavezzacollo condannato a cinque anni di detenzione sulla nave-prigione spaziale Galaxy-1; il computer di bordo HUE, fedele compagno; l’insopportabile e logorroico robot sferico KVN; il piccolo, tenero e solo in apparenza innocuo alieno verde Mooncake; l’ex cacciatore di taglie Avocato, grande amico di Gary, e la determinata e dura Quinn, la ragazza di cui Gary è perdutamente innamorato. Dall’altra parte, lo spregevole Lord Comandante cercherà in tutti i modi di distruggere il curioso gruppo di protagonisti per impossessarsi di Mooncake e fare breccia per lo spazio finale.

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Amicizia.

La storia produttiva di Final Space ha inizio già nel lontano 2010, da un primo progetto abbozzato su youtube di Olan Rogers. Il piccolo successo riscosso, lo convince e lo porta a pensare risolutamente a tutta la serie, attirando prima l’attenzione di Conan O’Brien e poi doppiatori del calibro di David Tennant (Doctor Who), Gina Torres (Firefly), Steven Yeun (The Walking Dead) e quel mito di Ron Perlman (Hellboy). Ma non è solo ad attori o attrici iconici di film e serie tv del mondo fantasy o fantascientifico che Rogers attinge a piene mani. Dissemina con attenzione sfiziose citazioni pop per tutte le dieci puntate della sua serie animata, mostrandoci uno spazio cosmico coloratissimo che non è assolutamente vuoto né privo di suoni.
Le avventure dei nostri eroi sfortunati ma impavidi e dall’animo puro, ci porteranno attraverso incredibili immaginari galattici che ricordano quelli di Star Wars, tra missioni strampalate e divertenti come se fossimo a bordo della Cuore d’oro di Guida galattica per autostoppisti, sulla Terra o su pianeti sconosciuti o persi nello spazio profondo manco fossimo dalle parti di Lost in space. Eppure nonostante tutti questi meravigliosi particolari, Final Space parte troppo staticamente lineare e un poco sotto tono, alla ricerca di una comicità che non trova mai una sua vera e propria identità. Ma siate fiduciosi, proseguite di un paio di puntate e non ve ne pentirete: ritroverete una buona dose di drammaticità in ascesa, divertimento, gioco di squadra ed eroismo fino ad un finale che vi metterà entusiasmo e una voglia pazza di volerne ancora! E sappiate che la stagione due è già stata annunciata ufficialmente.

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