Festival di Venezia 2018: Cuarón si aggiudica il Leone d’Oro della 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia

La 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia diretta ancora una volta da Alberto Barbera si è conclusa. Il principale premio della manifestazione, il prestigioso Leone d’Oro per il miglior film, è andato a Roma di Alfonso Cuarón; il Leone d’Argento per la miglior regia va a The Sisters Brothers di Jacques Audiard; il Gran Premio della giuria va a The Favourite di Yorgos Lanthimos. Olivia Coleman (The Favourite) ha vinto la Coppa Volpi per la miglior attrice, Willem Dafoe (At Eternity’s Gate) quella per il miglior attore. Importante ricordare anche i premi alla carriera al Maestro David Cronenberg ed all’iconica attrice inglese Vanessa Redgrave.

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Roma (2018) di Alfonso Cuarón.

Di seguito l’elenco dei premi delle varie categorie: film in concorso, Opera Prima, Orizzonti, Venezia Classici, Venice Virtual Reality). Ricordiamo che la giuria che ha assegnato i premi più importanti era composta da Christoph Waltz, Naomi Watts, Taika Waititi, Trine Dyrholm, Malgorzata Szumowska e Nicole Garcia. Il presidente è stato Guillermo del Toro, vincitore del Leone d’Oro della scorsa edizione del festival, con La forma dell’acqua.

Film in concorso.
LEONE D’ORO per il miglior film a:
ROMA
di Alfonso Cuarón (Messico)

LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA a:
THE FAVOURITE
di Yorgos Lanthimos (UK, Irlanda, USA)

LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a:
Jacques Audiard
per il film THE SISTERS BROTHERS (Francia, Belgio, Romania e Spagna)

COPPA VOLPI
per la migliore interpretazione femminile a:
Olivia Colman
nel film THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos (UK, Irlanda, USA)

COPPA VOLPI
per la migliore interpretazione maschile a:
Willem Dafoe
nel film AT ETERNITY’S GATE di Julian Schnabel (USA, Francia)

PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Joel Coen Ethan Coen 
per il film THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS di Joel Coen e Ethan Coen (USA)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:
THE NIGHTINGALE
di Jennifer Kent (Australia)

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI
a un giovane attore o attrice emergente a:
Baykali Ganambarr
nel film THE NIGHTINGALE di Jennifer Kent (Australia)

Premio Venezia Opera Prima.
LEONE DEL FUTURO 
PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” a:
YOM ADAATOU ZOULI (THE DAY I LOST MY SHADOW)
di Soudade Kaadan (Repubblica Araba Siriana, Libano, Francia, Qatar)
ORIZZONTI

Orizzonti.
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM
a:
KRABEN RAHU (MANTA RAY)
di Phuttiphong Aroonpheng (Thailandia, Francia, Cina)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a:
Emir Baigazin
per il film OZEN (THE RIVER) (Kazakistan, Polonia, Norvegia)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI
 a:
ANONS (THE ANNOUNCEMENT)
di Mahmut Fazıl Coşkun (Turchia, Bulgaria)PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE a:
Natalya Kudryashova
nel film TCHELOVEK KOTORIJ UDIVIL VSEH (THE MAN WHO SURPRISED EVERYONE) di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov (Russia, Estonia, Francia)

PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE a:
Kais Nashif
nel film TEL AVIV ON FIRE di Sameh Zoabi (Lussemburgo, Francia, Israele, Belgio)

PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Pema Tseden
per il film JINPA di Pema Tseden (Cina)

PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a:
KADO
di Aditya Ahmad (Indonesia)

VENICE SHORT FILM NOMINATION FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS 2018 a:
GLI ANNI
di Sara Fgaier (Italia, Francia)

 

Venezia Classici.
PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA
 a:
THE GREAT BUSTER: A CELEBRATION
di Peter Bogdanovich (USA)

PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a:
LA NOTTE DI SAN LORENZO
di Paolo e Vittorio Taviani (Italia, 1982)

 

Venice Virtual Reality.
PREMIO MIGLIOR VR (STORIA IMMERSIVA)
 a:
SPHERES
di Eliza McNitt (USA, Francia)

PREMIO MIGLIORE ESPERIENZA VR (PER CONTENUTO INTERATTIVO) a:
BUDDY VR
di Chuck Chae (Repubblica di Corea)

PREMIO MIGLIORE STORIA VR (PER CONTENUTO LINEARE) a:
L’ÎLE DES MORTS
di Benjamin Nuel (Francia)

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Final Space – La recensione

L’estate è finita, qui a Cinemundto si torna a scrivere di cinema e, per la prima volta, anche di una serie. Dopo la semi-delusione provocata dal tiepido Disincanto di Matt Groening, eccoci alle prese con il nuovo show animato creato da Olan Rogers e David Sacks per l’emittente TBS (mentre da noi lo trovate su Netflix). Parliamo di una space opera che sulla scia del già cultissimo & coloratissimo Rick & Morty ci riporta ai tempi nostalgici di Futurama: Final Space.

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Come nella classica formazione vincente che James Gunn ci ha regalato con i suoi due capitoli de I Guardiani della Galassia, i nostri protagonisti sono un gruppo di affiatati perdenti che devono salvare la Terra (meglio dire l’universo, suona meglio) dal malvagio cattivone di turno. In questa sorta di famiglia Continua a leggere “Final Space – La recensione”

Brawl in Cell Block 99 – La recensione

A Venezia 74 si era sparsa la voce di un certo Craig Zahler che si era presentato fuori concorso con “uno dei film più violenti degli ultimi anni”: Brawl in Cell Block 99, che ora è finalmente uscito (direttamente in home video) anche in Italia. Dopo l’esordio col western-horror Bone Tomahawk, Zahler scrive-dirige-suona (ne compone anche le poche musiche) un altro film di genere, un prison movie assurdamente e meravigliosamente contaminato da tinte surreali.

Si chiama Bradley Thomas, non Brad…

La storia è una lineare discesa all’inferno. Per davvero. Bradley Thomas (non chiamatelo “Brad”: vi… correggerà) è un omone di Continua a leggere “Brawl in Cell Block 99 – La recensione”

Jurassic World – Il regno distrutto – La recensione

Veder continuare sviluppare la saga di Jurassic Park è una sensazione agrodolce. In un certo senso è un po’ quello che si pensa continuamente con Star Wars e i suoi sequel, prequel e spin-off (ehi, leggetevi di Solo!), solo che il primo fanchise appartiene alla Universal mentre il secondo è della Lucas Films/Disney. Dicevo agrodolce perchè da un lato è sempre un piacere tornare a vedere e a scoprire nuovi dinosauri, dall’altro sembra che i films siano sempre più improntati sull’aspetto sbalorditivo (e in effetti è parte del loro compito), tralasciando tutto il resto (il Jurassic World di Trevorrow, oltre ad una storia patinata e nostalgicamente vecchia e per niente originale, peggiorava addirittura quando comparivano i bestioni giurassici costruiti con una CGI terrificante). Per Jurassic World – Il regno distrutto, J.A. Bayona è andato giustamente a sostituire Trevorrow alla regia, che però è rimasto ancorato in sceneggiatura (e ce lo ritroveremo di nuovo alla regia del prossimo capitolo). Non abbiate timore, lasciatevi inquietare, ammaliare e commuovere piuttosto. Il film, che qui abbiamo visto ieri sera in anteprima, è comunque molto WOW.

Come al solito la scusa di un Jurassic Park o Jurassic World qualsiasi è sempre la stessa: bisogna tornare sull’isola dei dinosauri. Su Isla Nublar sono passati ormai tre anni dagli ultimi tragici avvenimenti, quella che un tempo era la famosa Continua a leggere “Jurassic World – Il regno distrutto – La recensione”

Solo: A Star Wars story – La recensione

Alzi la mano a chi gli si storce il naso ogni volta che scopre di nuovi sequel, prequel, spin-off di Star Wars. Alzi la mano a chi gli si è storto il naso quando hanno pensato di fare un film sulle origini di Ian Han Solo. Ma soprattutto alzi la mano chi si è quasi imbestialito per il recasting obbligatorio per poter portare nuovamente al cinema il personaggio di un Han Solo giovane e baldanzoso senza ricorrere a trucchi digitali sul corpo ahimè invecchiato dell’iconico Harrison Ford. Beh, ma ora il gioco (o danno, per altri) è fatto. Bisogna andare al cinema e cercare di capire cosa ne è venuto fuori dopo tutto il casino dell’allontanamento dei due stravaganti registi iniziali, sostituiti in tutta fretta dal classicista Ron Howard che ha dovuto riscrivere e rigirare il 70% delle scene. Un lavoraccio (quello di Howard) che ha portato tuttavia ad un’inaspettata gioia (quella di Solo: A Star Wars story).

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“Ho un gran bel presentimento!”

La tensione è papabile, io quasi non ci dormivo. Entro in sala quasi senza speranze (in questi giorni ne avevo letto male). Le luci si spengono e subito si viene catapultati nei sobborghi malfamati di Corellia insieme ad Han e con l’azione a mille. Gli occhi sono inizialmente infastiditi dal non riconoscere lo sguardo e le fattezze della canaglia più iconica di sempre: Harrison Ford. Poi lentamente ci Continua a leggere “Solo: A Star Wars story – La recensione”