Solo: A Star Wars story – La recensione

Alzi la mano a chi gli si storce il naso ogni volta che scopre di nuovi sequel, prequel, spin-off di Star Wars. Alzi la mano a chi gli si è storto il naso quando hanno pensato di fare un film sulle origini di Ian Han Solo. Ma soprattutto alzi la mano chi si è quasi imbestialito per il recasting obbligatorio per poter portare nuovamente al cinema il personaggio di un Han Solo giovane e baldanzoso senza ricorrere a trucchi digitali sul corpo ahimè invecchiato dell’iconico Harrison Ford. Beh, ma ora il gioco (o danno, per altri) è fatto. Bisogna andare al cinema e cercare di capire cosa ne è venuto fuori dopo tutto il casino dell’allontanamento dei due stravaganti registi iniziali, sostituiti in tutta fretta dal classicista Ron Howard che ha dovuto riscrivere e rigirare il 70% delle scene. Un lavoraccio (quello di Howard) che ha portato tuttavia ad un’inaspettata gioia (quella di Solo: A Star Wars story).

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“Ho un gran bel presentimento!”

La tensione è papabile, io quasi non ci dormivo. Entro in sala quasi senza speranze (in questi giorni ne avevo letto male). Le luci si spengono e subito si viene catapultati nei sobborghi malfamati di Corellia insieme ad Han e con l’azione a mille. Gli occhi sono inizialmente infastiditi dal non riconoscere lo sguardo e le fattezze della canaglia più iconica di sempre: Harrison Ford. Poi lentamente ci Continua a leggere “Solo: A Star Wars story – La recensione”

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Avengers: Infinity War – La recensione

Sono passati già 10 anni da quando nel 2008 usciva l’Iron Man di John Fraveau, catapultando nell’olimpo delle star di Hollywood Robert Downey Jr., segnando il punto di partenza di un lungo viaggio spettacolare. Probabilmente ancora non ci si immaginava gli alti livelli a cui saremmo arrivati oggi, eppure ci doveva essere già qualcosa di geniale dietro all’incredibile operazione commerciale ed editoriale pronta a cambiare il corso dell’intero mondo cinematografico (e non solo) contemporaneo. Perché che si voglia o no, che piaccia o che lo si reputi un terribile abbassamento di qualità generale, la realtà cinematografica odierna è stata di gran lunga scossa prepotentemente dal cosiddetto MCU (che per chi ancora non lo sapesse, è l’acronimo di Marvel Cinematic Universe) e dal suo nuovo principio seriale (ovviamente in tv e sullo streaming online la serialità ha giocato un ruolo fondamentale assumendo una natura molto più filmica e tecnica di un tempo). Il merito di questo lavoro dalle dimensioni altamente mastodontiche è frutto di quel geniaccio di Kevin Feige, che insieme al collega Avi Arad, hanno prodotto e costruito furbamente tutti i film Marvel con una bravura fuori dagli schemi e ci hanno portato ad un climax altissimo con THANOS. E se fin dall’inizio questo imponente villain ci si mostrava solo ogni tanto nelle scene post credits, per ricordarci della sua lenta ma inesorabile venuta, oggi possiamo dire che è finalmente (o purtroppo, come potrebbe pensare un Bruce Banner terrorizzato) arrivato. Ed è bellissimo!

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THANOS.

Trama senza spoilers: THANOS è arrivato. Continua a leggere “Avengers: Infinity War – La recensione”

Youtopia – La recensione

Prima di scrivere di Avengers e di Lost in space, poco prima di tornare a vedere Marion Cotillard al cinema con I fantasmi di Ismaele ci tenevo a parlare di Youtopia, nuovo film di Berardo Carboni con protagonista la magnetica Matilda De Angelis. Carboni lo si era conosciuto già nel 2007 con il surreale Shooting Silvio (anni prima di Loro), in cui un Federico Rosati senza prospettive future né ideali si organizzava per eliminare il Premier. In Youtopia ritroveremo sia Federico Rosati che Alessandro Haber (anche lui in Shooting Silvio), in personaggi più paradossalmente grotteschi e allo stesso tempo iperrealistici, pedine ineluttabili di un dramma contemporaneo.

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Matilda.

Cosa si è disposti a fare quando le disgrazie e la disperazione prendono il sopravvento sulla propria vita? Come sopravvivere quando l’esistenza tangibile finisce per essere estremamente deprimente, quasi fosse una gabbia senza un’apparente via di fuga? Come reagire quando la realtà diventa un incubo e il virtuale diventa una porta (o un portale) per la speranza? Matilde (Matilda De Angelis) è una ragazza di diciotto Continua a leggere “Youtopia – La recensione”

Rampage – Furia animale – La recensione

Per tutti i fan(atici) di Dwayne “The Rock” Johnson il 2018 sarà meraviglioso! Quest’anno vedremo infatti l’iconica star di origini samoane in ben tre testosteronici film: Jumanji – Welcome to the jungle (che proprio in questi giorni è uscito in homevideo e se non ve lo siete visti a gennaio al cinema, è il momento di recuperarlo), questo Rampage – Furia animale (o meglio, The Rock – Furia bestiale!) di cui vi sto per parlare e Skycraper (con The Rock che fa cose incredibili anche senza una gamba, che uscirà il 19 luglio). E ci sarebbe ancora da aggiungere qualche altra piccola partecipazione a film minori per l’attore del momento più pagato al mondo che macina film come se non ci fosse un domani: e qui si esclama tutti in coro “grazie che esisti!”.

Lo splendente poster giapponese. Ammirate!

Accingiamoci a parlare del film.
Un gorilla, un lupo e un coccodrillo (sembra l’inizio di una barzelletta ma non lo è) entrano in contatto con un misterioso e sofisticato siero sperimentale militare che Continua a leggere “Rampage – Furia animale – La recensione”

Tomb Raider – La recensione

E’ da un po’ che volevo scrivere del nuovo Tomb Raider (mi raccomando, si legge “Thumb” Raider). Purtroppo ultimamente non ho avuto molto tempo a disposizione… Sono passati già 17 anni da Lara Croft: Tomb Raider (Simon West, 2001), prima trasposizione cinematografica dell’omonimo videogioco con una giovane e accattivante Angiolina Jolie. Nel 2003, seguì Tomb Raider: La culla della vita (questa volta diretto da Jan de Bont) e, come per il primo capitolo, fu un altro disastro sia per critica che al botteghino. Così, mentre i Razzie Awards piovevano come non ci fosse un domani, il progetto venne accantonato.
Contemporaneamente, la serie videoludica non se la stava passando meglio: i primi tre poligonosi e incredibili titoli di Core Design erano già usciti da parecchi anni, gli ultimi usciti dopo invece segnavano inesorabilmente un finale sempre più deludente. La saga cercò di ripartire con un nuovo inizio a metà della prima decade dei duemila per mano della Crystal Dynamics (nel 2006 usciva Tomb Raider: Legend che segnava la seconda fase dell’universo del videogioco), ma solo nel 2013 uscì un degno reboot capace di ripartire completamente da capo riprogettando e ricostruendo le basi dell’iconica eroina Lara Croft (chiamato semplicemente Tomb Raider, terza fase).
Ecco, il film di cui vi parlerò oggi è l’adattamento proprio di quel nono capitolo.

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Una nuova eroina.

Lara Croft è una ragazza giovane ed indipendente, che fugge dalla propria vita di riccona per cercare il padre ritenuto scomparso in modo drammatico. Convinta dalla tutrice e dal notaio a riprendere in mano l’enorme patrimonio di famiglia, Lara si ritroverà a intraprendere un viaggio alla ricerca di misteri, enigmi e rompicapi (e come fine ultimo, sempre a cercare il padre). Dopo aver scoperto un mausoleo nascosto pieno zeppo di documenti e mappe del tesoro varie, finirà per imbattersi in un’avventura più grande di lei, che la porterà nell’inospitale e dimenticata isola di Yamatai, avvolta da nebbie impenetrabili e tempeste mortali incessanti. Questa è la storia di come Lara Croft diventerà Tomb Raider.

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#addominali

Così come per il nuovo videogioco c’erano grosse aspettative per la rinascita del personaggio della Croft, così il film sembrava fin dai primi trailer dimostrare di essere una buona trasposizione cinematografica tratta da un prodotto videoludico importante. Ma soprattutto, questo Tomb Raider è anche un buon film? Tutto sommato sì, ma non statevene ad ascoltare le polemiche sterili riguardo alle ridotte dimensioni del seno della protagonista rispetto alle forme generose e provocanti del videogioco degli anni ’90). Di Lara Croft c’è tutto: l’angelica Alicia Vikander non ha avuto paura di praticare allenamenti intensi o di immergersi completamente nel fango o di lanciarsi in stunts complessi senza controfigure, e si è “imbarcata” in questa avventura riuscendo a rappresentare un personaggio più complesso di quanto sarebbe dovuto essere. La sua Lara è incredibile e convincente, è giovane e indipendente, forte e moderna, ma quando finirà in pericolo, sarà ferita e dovrà uccidere il suo primo uomo si riscoprirà molto vulnerabile, di colpo spaventata e traumatizzata. La sua vita verrà sconvolta, trovandosi a diventare suo malgrado la coraggiosa Tomb Raider che tutti conosciamo. E il regista Roar Uthaug, un norvegese che si era fatto conoscere per il suo horror Fritt vilt (qui lo si era scoperto per il disaster movie The Wave che tutto sommato non ci era dispiaciuto affatto), riesce a girare un film senza grosse pretese, ma che fa il suo dignitoso dovere: intrattenere divertendo. E così ci racconta di una Lara pre Tomb Raider molto genuina, delicata e ostinata, pronta a trasformarsi in un personaggio estremamente dinamico, spericolato e più… sbarazzina. 

UPDATE dell’ultimo minuto: in attesa di un sequel, pare che alla Warner stiano già pensando ad un nuovo reboot senza Vikander, ma con un’attrice più “formosa”. A voi i commenti…