32 curiosità su Quentin Tarantino

1. Quentin Tarantino è alto 1,85 metri.
2. Suo padre, l’attore e musicista Tony Tarantino è di origine italiana, e sua madre, Connie McHugh, è per metà irlandese e per metà Cherokee.
3. Sua madre aveva solo 16 anni quando lo partorì.
4. Colleziona i vecchi giochi da tavolo che hanno a che fare con spettacoli televisivi come Strega per amore (1965), Hazzard (1979), The A-Team (1983).
5. Quando ha deciso di girare Kill Bill – Volume 1 ha aspettato Uma Thurman che in quel periodo era incinta.
6. È un grande fan de I Tre Marmittoni (Three Stooges).
7. Una delle inquadrature più famose di Tarantino è quella dal bagagliaio di una macchina (la “trunk shot”). La macchina da presa riprende la scena dall’interno ed è rivolta verso gli attori. Si vede in: Le iene, Pulp Fiction, Jackie Brown, Kill Bill volume 1, A prova di morte, Bastardi senza gloria.
8. È presente nei ringraziamenti del romanzo Mercoledì delle ceneri (2002) di Ethan Hawke.
9. Anche se li usa nei suoi film, detesta fortemente la violenza e la droga.
10. Ritiene Le colline blu (1965) uno dei migliori western mai realizzati e ha scritto sul film un lungo articolo per Sight And Sound Magazine.
11. Non ha mai finito le scuole superiori.
12. Ha un QI di 160.
13. Ad un certo punto della sua vita ha pensato di diventare un romanziere. Ha provato a scrivere due capitoli di un romanzo sulle sue esperienze lavorative presso il negozio di videocassette Manhattan Beach Video Archives.
14. Alcuni dei suoi film preferiti: Blow Out (1981 – Brian De Palma ), Un Dollaro d’onore (1959 – Howard Hawks ), Taxi Driver (1976 – Martin Scorsese ), Il buono, il Brutto, il Cattivo (196 – Sergio Leone), La signora del Venerdì (1940 – Howard Hawks), La grande fuga (1963 – John Sturges), Carrie – Lo sguardo di Satana (1976 – Brian De Palma).
15.Usa spesso il mexican standoff, cioè quando tre personaggi armati si tengono sotto tiro l’un con l’altro. E’ un omaggio-citazione del finale de Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone.
16. Sei dei suoi film sono menzionati nella classifica FHM dei 100 migliori film maschili del 2004: Una vita al Massimo (1993) al posto 75, Dal tramonto all’alba (1996) al posto 73, Kill Bill – Volume 2 (2004) al posto 26, Kill Bill – Volume 1 (2003) al posto 25, Le Iene (1992) al posto 11, e Pulp Fiction (1994) al 1 ° posto.
17. Ha dichiarato che gli piacerebbe dirigere un film di James Bond.
18. Ha chiamato la sua società di produzione A Band Apart, dopo aver visto Bande à part di Jean-Luc Godard (1964). Insieme a Lawrence Bender ha fondato la casa discografica A Band Apart Records. Si concentra su colonne sonore di film e i dischi sono distribuiti attraverso la Maverick Records, di proprietà di Madonna.
19. È un grande fan del gioco Half-Life e ha considerato la possibilità di dirigere un adattamento cinematografico.
20. Tra le sue influenze gli piace citare: Martin Scorsese, Brian De Palma, Sergio Leone e Jean-Luc Godard.
21. Il suo regista preferito di tutti i tempi è Howard Hawks.
22. Gli è stato offerto di dirigere Men in Black (1997) ma ha rifiutato.
23. Gli è stato offerto di dirigere Speed (1994) ma ha rifiutato.
24. Ha dichiarato che gli piacerebbe fare un film che racconta la storia di John Brown (1800 – 1859) un attivista statunitense, simbolo della causa antischiavista.
25. I suoi film preferiti del 2005 sono: Sin City, Domino, Hustle & Flow – Il colore della Musica e La Casa del Diavolo.
26. Ha dichiarato che il suo film slasher preferito di tutti i tempi è Il giorno di San Valentino (My Bloody Valentine – 1981 di George Mihalka).
27. Si trova nel gioco per PC Steven Spielberg’s Director’s Chair (1996).
28. I suoi tre film preferiti di Alfred Hitchcock sono: Il sospetto (1941), Sabotaggio (1936) e Il sipario strappato (1966).
29. E’ citato in diversi episodi del cartoon Leone il cane fifone con il nome Quintin Tarantella.
30. E’ grande amico di Robert Rodriguez.
31. I suoi film spesso contengono crimini orribili come omicidio e droga. L’unico crimine che ha commesso Tarantino è stato il taccheggio in una libreria, quando era adolescente.
32. Ama i piedi delle donne e spesso li inquadra nei suoi film.

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Quentin Tarantino firma le sue impronte al Chinese Theatre di Hollywood!

atreE’ il  5 gennaio 2016 ed è un altro giorno speciale per Quentin Tarantino che, a circa 2 settimane dalla stella con il suo nome sulla Hollywood Boulevard, ha lasciato le impronte delle sue mani e dei suoi piedi, assieme all’incisione del suo autografo, su una piastra di cemento posta all’ingresso del famosissimo TCL Chinese Theatre di Hollywood.

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Omaggiato e inserito là dove sono presenti le impronte delle più grandi star che hanno fatto la storia di Hollywood, Tarantino ha commentato così  questo onore: “Non ho passato la mia carriera a voler fare questa cosa. Volevo farla prima ancora di avere una carriera. E’ tutta la mia vita che volevo fare questa cosa.

Quentin Tarantino e la sua nuova stella sulla Hollywood Walk of Fame.

Il regista Quentin Tarantino ha finalmente avuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame a pochi giorni dalla première del suo atteso western THE HATEFUL EIGHT. La cerimonia si è svolta senza boicottaggi da parte della polizia di Los Angeles (si ricordano le polemiche sollevate contro il regista dopo che egli manifestò contro la violenza della polizia di New York).
Inoltre, niente problemi neanche dalla Dinsey, contro cui si è schierato QT in seguito ad un cambio di programma probabilmente forzato della grande major per sostituire il film western con il nuovo STAR WARS: IL RISVEGLIO DELLA FORZA.

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La faccia del regista quando riceve la famosa “stella” ma gliela mettono a fianco del poster del nuovo film Disney…

Di seguito, le foto della festa con Tarantino e parte del cast del suo nuovo film: Samuel L Jackson, Tim Roth, Walton Goggins, Demiàn Bichir e Jennifer Jason Leigh.

https://twitter.com/thehatefuleight/status/679025644206866432/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw

The green inferno – La recensione

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THE GREEN INFERNO
Eli Roth; Usa, 2013 – Horror
Voto: 6 su 10.

La leggenda narra: gli anni ’80 erano da poco cominciati, un adolescente e probabilmente ancora innocente ragazzo di nome Eli Roth entrò in una videoteca (di quelle che ora non ne esistono più grazie agli smanettoni dello streaming), e attratto dagli horror iniziò a ispezionare i vari VHS. Lo incuriosì la sezione “cannibal films“, una sezione che da qualche anno creava scandalo al sol pensiero. Purtroppo solo una di cotante videocassette portava il titolo sul dorso della copertina. Il giovane Eli non ebbe dubbi e scelse quella, non sapendo che la sua vita sarebbe stata piacevolmente violentata, cambiando del tutto. La videocassetta in questione era CANNIBAL HOLOCAUST del grande Ruggero Deodato. UTLIMO MONDO CANNIBALE, MANGIATI VIVI!, CANNIBAL FEROX, IL PAESE DEL SESSO SELVAGGIO sono solo alcuni dei titoli con cui si nutriva il nostro Eli per crescere bene e diventare il regista che è oggi.

Spiegato questo entusiasmante preambolo,vi avverto che THE GREEN INFERNO non è e non vuole essere la copia nè il remake di CANNIBAL HOLOCAUST, bensì un ritorno citazionista di tutto il genere cannibal movie. Un genere da come si è capito molto amato da Eli Roth. Un po’ com’è stato DJANGO UNCHAINED per Quentin Tarantino, ma in quel caso si tratta di spaghetti western.
Ecco la trama: abbiamo un gruppo di attivisti universitari che si reca in Amazonia per salvare una tribù locale, ma nel viaggio di ritorno si schianta con l’aereo e viene improgionato proprio dalla stessa tribù che volevano proteggere, facendo la peggio e atroce fine. E fin qui tutto ok. Il problema è che Roth cerca di imbastire la pellicola di una retorica troppo pressante ambientalista “criticando” la coscienza umanitaria (in particolare degli americani) verso i più deboli e disagiati, e questo creando un prologo che “annoia” lo spettatore per i primi 30 minuti dove di fatto non accade nulla! Almeno dopo questi interminabili minuti di presentazione (a cui dovete aggiungere che qua in Italia stiamo aspettando la distribuzione di questo film da più di 2 anni) uno si aspetta squartamenti, sbudellamenti e litri di sangue che schizzano da tutte le parti, e invece no. Fregati! Cioè, ci sono un po’ di scene ad alto tasso splatteroso in cui finalmente questi indigeni godono nel mangiare e sacrificare questi civili, ma è come se Roth non volesse uguagliare Deodatò, nè superare i proprio record di torture porn del proprio sommo capolavoro HOSTEL.

Deodato: avrai anche inventato il torure porn, ragazzo, ma io ho creato i cannibal films!
Avrai anche inventato il torture porn, ragazzo, ma io ho creato i cannibal films!

Tutto sommato un horror godibile e leggero, con belle ambientazioni ispirate ai luoghi dove fu girato FITZCARRALDO di Wermer Herzog e una CGI quasi assente ma che quando utilizzata è pienamente trash, degna di CABIN FEVER, altro supercult horror targato Roth. Una nota particolare per l’attrice Lorenza Izzo, da poco moglie del regista e che probabilmente ora vedremo in tutti i suoi film, unica attrice ad avere un po’ di approfondimento, cosa che riesce a gestire abbastanza bene. Gli altri personaggi ci sono ma son così piatti che quasi non si vedono.

Pare sia già in cantiere un sequel, per ora intitolato BEYOND THE GREEN INFERNO. Speriamo sia meglio…