Spider-Man: Un nuovo universo – La recensione

E’ uscito il giorno di Natale e potrebbe tranquillamente essere il film di Natale, Natale 2018. Anzi, di tutto il 2018 (no, non esagero, o forse sì, ma che emozione!). Spider-Man: Un nuovo universo è un film spettacolare, coraggioso, pieno di magia e di pura anima del famoso tessiragnatele. E’ quello che si dice essere “una frizzantissima boccata d’aria fresca”. E’ il primo lungometraggio animato della Sony, lontano dai classici Disney/Pixar e staccatissimo dal MCU per diritti cinematografici (per quella continuity fate riferimento a Spider-Man: Homecoming e seguiti), ma perfettamente riuscito (non come Venom, che pur non essendo il disastro preannunciato, alla fin fine è risultato essere un misero contentino pieno di battutine con poca vera sostanza).
Prima di darvi due accenni della trama è giusto fare un preambolo, perchè anche se stiamo parlando di un film di Spider-Man, il protagonista non sarà Peter Parker, ma Miles Morales, un altro Spider-Man. Precisamente un altro simpatico arrampicamuri creato negli anni 2000 da Brian Bendis per il nuovo spumeggiante Ultimate Universe: in pratica, la Marvel applicò un rinnovo dei suoi principali protagonisti, dando nuova linfa vitale alle sue storie supereroistiche, ed ecco nascere l’Ultimate Spider-Man (in realtà, lo sottolineo per essere più preciso ancora, Miles Morales sarà il secondo Ultimate Spider-Man, subito dopo l’Ultimate Peter Parker). Il personaggio è piaciuto molto, ed è diventato parte integrante addirittura delle storie classiche. E’ piaciuto così tanto che ci hanno fatto un film (questo). E anche il film sta piacendo così tanto che già si parla di un sequel! E di uno spin-off su Spider-Gwen.

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Into the Spiderverse.

Ecco la trama: Peter Parker (o forse Ben Reilly?) è Spider-Man, ormai noi tutti lo conosciamo, un grande eroe dei fumetti, cartoni, serie tv, programmi radio e canzoncine varie, ma incredibilmente

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Captain America: Civil war – La recensione

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CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR
Anthony e Joe Russo, Usa, 2016 – Cinecomics
Voto: 6,5 su 10.

Vi scrivo questa recensione un po’ in ritardo e infatti per voi il film in questione esce oggi. Io sono stato all’anteprima, due settimane fa e ci ho dovuto pensare e ripensare parecchio, senza contare impegni privati e altri film in mezzo. Ancora adesso non sono ben sicuro di ciò che sto lentamente elaborando e metabolizzando.
Captain America: Civil War è il film che ogni amante dei fumetti Marvel desiderava finalmente vedere al cinema e la Disney poteva fare qualcosa di grande… eppure io con rammarico vi dirò “MEH” e vi spiegherò perchè.

Il film riprende proprio subito dopo gli avvenimenti di Avengers: Age of Ultron, in cui il gruppo di vendicatori riusciva a sconfiggere Ultron, ma finiva anche col distruggere la città di Sokovia dove morirono moltissime persone. Le Nazioni Unite decidono quindi di promulgare gli “Accordi di Sokovia”, stabilendo un ente governativo internazionale per monitorare i superumani che sembrano incuranti di tutti i danni collaterali causati dalle loro azioni avventate. Alcuni, presi dai rimorsi di ciò che hanno combinato, accetteranno queste condizioni, ma altri rifiuteranno di agire “sotto comando”… e inizia la Civil War. Intanto qualcuno si muove silenzioso nell’ombra per creare scompiglio e cercare di eliminare gli Avengers.

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Quattro gatti…

I preamboli sembravano molto buoni e vi assicuro che infatti lo sono stati. La sceneggiatura è il punto forte del film. Abbiamo un continuo crescere di tensione dall’inizio alla fine, che aumenta pian piano, su un tema che non è per niente banale: prima c’erano solo i problemi dell’uomo, ora ci sono i superproblemi dei supereroi (se ne parlava più o meno anche nel plot di Batman V Superman, ma perché a nessuno importa nulla dei morti degli scontri tra Autobot e Decepticon in Transformers?). I nostri eroi sono divisi ed è interessante osservare il modo in cui affrontano lo stesso problema con atteggiamenti molto differenti. Ci saranno personaggi le cui emozioni seguiranno un percorso emotivo molto difficile e faticoso. Personaggi che dovranno combattere un tormento che è soprattutto interiore. Personaggi che forse si faranno anche male… Vedremo il culmine della storia di Captain America, iniziata da quando voleva incarnare i valori degli Stati Uniti nel primo film e poi scossa in Captain America: The winter soldier per problemi di fiducia verso lo Shield sempre più corrotto dall’Hydra. E vedremo due fantastiche new entry: uno spettacolare Spiderman, che riesce a tenere incollati per la fedeltà al personaggio a fumetti originale e ad esaltare lo spettatore anche in quei pochi minuti a disposizione in cui compare, e un magnifico Black Panther, forse un po’ “camp” ma potente e di grande effetto (della serie “voglio sapere tutto di lui!”).

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Io ve li metto, ma che rabbia averli già visti nei trailer!!

Purtroppo, anche se i fratelli Russo riescono a controllare perfettamente i vari personaggi dandogli unanime spazio, finiscono per raccontare la storia meno indipendente del MCU e Cap, da unico e vero protagonista quale dovrebbe essere, sembra soffocare fra gli altri come in uno dei soliti film sugli Avengers. A peggiorare, l’ennesimo discorso sulla Marvel la quale riesce sempre a rendere il prodotto finale poco originale (anche se apprezzabilmente divertente) che si tramuta in una piatta omogenizzazione di regia, fotografia e le solite, quasi nauseabonde, battutine di intrallazzo tra una scena e l’altra (come se si dovesse sdrammatizzare su ciò che già di per sé è drammatizzante). Per non parlare dell’effetto sorpresa: molte delle scene e dei personaggi più interessanti che vedrete, beh, le avete già visti in uno degli innumerevoli trailer disponibili nell’internet.
Starei attento a chi già grida al capolavoro per questo film. Certo, c’è azione, c’è comicità, c’è finalmente una più accurata introspezione dei protagonisti, ma questi film rimangono troppo simili tra di loro. Ci vuole una svolta. Ci vuole un po’ di fiducia verso registi e sceneggiatori da parte della grande Major americana (gli attori sono validi e calzanti nelle vesti dei loro superuomini). Ci vuole anche che il pubblico inizi a desiderare prodotti meno facili e commerciali e supereroi con più carisma e sintomatico mistero (e coglietemela questa citazione)…